Aggiornato al 16/05/2026 - 13:18
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L'analisi

Acqua, mobilità, igiene: il comitato “Ortigia Resistente” dichiara Siracusa al “collasso infrastrutturale”

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Nel mirino i disagi di residenti e turisti dovuti alla crisi idrica, alla rete elettrica in sofferenza, ai paradossi della mobilità e alla gestione dei rifiuti

Un preciso e articolato atto d’accusa contro lo stato di abbandono in cui verserebbe il capoluogo aretuseo. A lanciarlo è il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, attraverso il suo portavoce Davide Biondini, che denuncia il progressivo deterioramento delle condizioni materiali di vivibilità nel centro storico e nell’intera città.

Al centro dell’analisi c’è quello che il comitato definisce un collasso infrastrutturale”: l’inefficienza cronica di acqua, energia, mobilità e igiene urbana.

La famigerata “goccia” che ha fatto traboccare il vaso è la recente, gravissima crisi idrica che sta flagellando i quartieri della Borgata e di Ortigia. Se le cause dei disservizi sono riconducibili anche all’eccesso di domanda nelle zone a maggiore pressione turistica, il Comitato sottolinea come il nodo non sia solo tecnico, ma squisitamente “politico e infrastrutturale”.

“Colpisce l’assenza di una presa di posizione forte e chiara del Sindaco – denuncia Biondini –. Il Comune ha il dovere di pretendere relazioni tecniche, cronoprogrammi e, ove necessario, fare diffide e richieste di indennizzo a SIAM. Il nostro Comitato ha già indirizzato un esposto ad ARERA, ma questa battaglia dovrebbe assumerla direttamente il Sindaco”.

L’analisi non risparmia il settore della mobilità e dei trasporti. Secondo il Comitato, l’Amministrazione sta procedendo a tentoni: “Prima si restringe la circolazione, poi si osservano gli effetti. Ma la città resta priva di parcheggi scambiatori capienti e il trasporto pubblico locale non rappresenta una vera alternativa all’auto privata”.

Critiche anche all’inserimento di alcune piste ciclabili in snodi viari nevralgici, che avrebbero ridotto la capacità di viabilità ordinaria senza mostrare un utilizzo proporzionato ai disagi creati, generando “più caos, più tempi di percorrenza e più inquinamento”.

L’infrastrutturazione debole riguarda anche l’approvvigionamento energetico. La rete elettrica, specialmente in estate a causa delle ondate di calore e dell’uso massiccio di condizionatori legati all’iper-turismo, continua a subire sovraccarichi e distacchi che, in molti casi, bloccano le elettropompe idriche generando un disastroso effetto a catena.

Infine, il doloroso capitolo dell’igiene urbana. Il Comitato ribadisce come la raccolta rifiuti non regga minimamente l’urto dei mesi turistici: “Sacchetti, rifiuti e degrado si ripresentano con regolarità nel centro storico, ma soprattutto nelle periferie che restano abbandonate. La pressione sul servizio cresce in modo enorme, ma la gestione quotidiana resta carente”.

La conclusione del documento è un invito a cambiare radicalmente l’agenda delle priorità politiche. “Siamo davanti a un modello rovesciato: si promuove la città-vetrina, ma non si rafforzano le fondamenta della città reale. Prima dei grandi eventi, delle candidature e degli slogan servono acqua, energia, mobilità, pulizia. Senza queste reti essenziali – conclude Biondini – qualsiasi progetto di sviluppo turistico resta fragile e scarica i propri costi solo sui cittadini”.

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