La trentesima edizione del Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani si apre con un riconoscimento speciale a Sebastiano Aglianò, organizzatore storico della manifestazione, e con il rinnovo del gemellaggio con Corinto
Si è rinnovato anche quest’anno l’appuntamento con il gemellaggio tra Palazzolo e la città di Corinto, nella cornice del teatro greco di Akrai.
Ieri prima giornata di spettacoli della trentesima edizione del Festival internazionale del teatro classico dei giovani, nato dall’intuizione di Giusto Monaco e frutto della collaborazione tra l’Inda, l’Istituto del Dramma antico di Siracusa e il Comune di Palazzolo. Il Festival quest’anno vede il coinvolgimento di oltre cento scuole provenienti da molte città italiane ed estere, che rinnovano con bravura la grande passione per il teatro antico e gli ideali sempre attuali raccontati nei drammi.
Ieri mattina l’inaugurazione del Festival con la partecipazione del sovrintendente dell’Inda Daniele Pitteri, del sindaco di Palazzolo Salvatore Gallo, dell’assessore alle Attività culturali e Siti Unesco Nadia Spada, del responsabile e organizzatore del Festival Sebastiano Aglianò.
Presente anche il sindaco di Corinto Nikos Stavrelis.
E proprio a Sebastiano Aglianò, l’assessore Spada ha donato la moneta di Akrai, quale segno di riconoscenza per il grande impegno dimostrato in questi anni nell’organizzazione della manifestazione. ”Oggi sento il bisogno di fermarmi su una presenza particolare – ha detto Spada -. Su qualcuno che in questi trent’anni non ha mai cercato la scena — ma che la scena l’ha resa possibile. Sebastiano Aglianò. Da trent’anni accompagna questo Festival con una dedizione che non è soltanto professionale. È cura. È responsabilità. È amore silenzioso verso la cultura e verso i giovani che attraverso questa cultura crescono. Oggi, mentre questo percorso si avvia verso la sua conclusione, sentiamo il bisogno — umano, prima ancora che istituzionale — di dirle grazie. Grazie per ciò che ha costruito. Grazie per ciò che lascia. Grazie per aver creduto, ogni giorno, che il teatro fosse uno spazio di crescita e di umanità”.
Il sindaco Gallo ha ricordato la storia del Festival e l’intuizione di Giusto Monaco che “ebbe il coraggio di mettere in piedi questo festival in questo piccolo teatro, dando vita ad una manifestazione che ancora oggi porta avanti gli ideali del teatro antico”.
Il sovrintendente Pitteri ha poi premiato l’autrice del manifesto di quest’anno Fabiana Pantaleo, studentessa della V del Liceo Artistico Majorana di Gela, nell’ambito di un progetto con ENI, sponsor principale della Fondazione INDA.
E il gemellaggio del pomeriggio ha suggellato il forte legame tra Palazzolo e Corinto, dove si svolge il Festival del Dramma antico con la partecipazione di tantissimi studenti. E infatti anche gli alunni dell’Istituto d’Istruzione superiore di Palazzolo hanno portato in scena nella città greca la tragedia “Ifigenia in Aulide”, che ieri pomeriggio hanno poi rappresentato ad Akrai.
Prima dello spettacolo i saluti dei docenti, dei rappresentanti delle istituzioni, del dirigente dell’Istituto d’istruzione superiore Cristina Fanara, della presidente del Comitato Organizzatore del Festival del Dramma Antico di Corinto Evi Kokkinou, del sindaco di Corinto Nikos Stavrelis, di Dimitra Tsaloucha assessore alla Cultura di Corinto. A presentare lo spettacolo la docente Ornella Valvo.
“Questa è la trentesima edizione del nostro Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani. Trent’anni – ha sottolineato l’assessore Spada -. Non un traguardo da appendere alla parete, una responsabilità da portare sulle spalle. Perché trent’anni di teatro classico e giovani significano trent’anni di scelte controcorrente: la scelta di credere che la bellezza non sia un lusso, che la cultura non sia un ornamento, che i giovani non abbiano bisogno di essere intrattenuti — ma di essere interrogati. Il teatro crea ponti dove esistono distanze. Crea comunità. Crea fratellanza. Il teatro non appartiene al passato. Finché ci sarà un giovane disposto a salire su un palco per dare voce all’umano, il teatro continuerà ad essere eternità che respira”.







