Aggiornato al 19/05/2026 - 10:32
siracusapress.it
A SIRACUSA

Le voci femminili nelle tragedie greche: il focus su Alcesti e Antigone nel convegno della Fidapa Sicilia

siracusapress.it

condividi news

A Palazzo Vermexio l’iniziativa che ha coinvolto esperti del settore: al centro la modernità delle opere di Euripide e Sofocle

La figura della donna nelle tragedia greca, per intrecciare l’attualità con il mito e rendere omaggio alla 61.ma stagione di spettacoli al Teatro Greco di Siracusa. La Fidapa Distretto Sicilia, in collaborazione con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico e il Comune di Siracusa, nei giorni scorsi ha organizzato il convegno “Riscoprire le voci femminili delle tragedie greche”, con un focus speciale sulle figure di Alcesti e Antigone: due donne diverse ma accomunate dal coraggio e dall’amore, una per il fratello e l’altra per il marito.

Nel Salone Borsellino, a Palazzo Vermexio, dopo i saluti istituzionali che hanno coinvolto la presidente Ina Di Figlia e i vertici del Comune e dell’Inda, si è entrati nel merito del convegno con Silvana Randone, referente del progetto “Tragedie greche. Teatro antico di Siracusa” e organizzatrice dell’evento. Nel suo intervento, la fidapina ha sottolineato il tema della tragedia greca come specchio di riflessione, e le figure di Alcesi e Antigone come focus in qualità di donne, come spesso accade nelle attività della Fidapa.

Tra i relatori e le relatrici, Adria Mudanò nel suo intervento ha analizzato Antigone nella tragedia di Sofocle partendo dal ritratto della donna che si oppone al volere di Creonte, e che stravolge il paradigma vigente fino a stagliarsi come entità ulteriore all’interno dell’opera, grazie alla sua forza interiore che diventa ribellione. L’agire della donna, a tratti, diventa hybris (tracotanza), e risulta attuale nell’ottica della parità di genere, di diritti e di doveri: “In Antigone assistiamo alla contrapposizione dell’Ethos contro il Nomos, a tutela delle leggi degli dei contro quelle umane. Antigone, nella tragedia di Sofocle, è esempio di umanità eroica, e da qui nasce la contrapposizione tra l’eroina e il dittatore, attuale fino ai giorni nostri” ha spiegato la relatrice.

Il focus su Alcesti è stato affidato ad Antonella Mastroianni, che ha spiegato il lega come Eros e Thanatos tra silenzio e parole. La relatrice ha spiegato come la tragedia di Euripide contenga al suo interno anche l’umorismo, la comicità e il grottesco, diventando opera ibrida. Difficile da interpretare e da dirigere, anche per questo è stata proposta solo due volte a Siracusa: “Nelle interpretazioni dei grecisti l’Alcesti rappresenta la prima riflessione sulla morte della storia occidentale, poichè parla di profezia pagana che anticipa il sacrificio di Gesù, che muore per ciascuno di noi. Lo stesso fa lei, morendo per salvare un’altra persona. Nella tragedia la donna diventa eroina, pronta a sacrificarsi, aggiungendo un significato ulteriore al suo gesto. L’Alcesti che torna non sarà più quella di prima, perchè il ritorno non cancella la colpa del marito, per questo bisogna interrogarsi se effettivamente l’opera abbia il suo lieto fine”.

A concludere il ciclo di interventi in una sala gremita è stato Emilio Galvagno, docente di storia greca all’Università di Catania, ha analizzato il tema di società e storia nella tragedia greca, partendo proprio da Alcesti e Antigone. “Alcesti non ha grande libertà di scelta nella tragedia di Euripide, puntando sull’autoconservazione di se stessa e della sua famiglia. Più che per il marito Admeto è un sacrificio per i propri figli, per la propria casa. Lo stesso si dica per Antigone. Nelle due tragedie è chiaro il contrasto tra polis, che deve sopravvivere, e la legge dell’oikos, che significa famiglia”.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni