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Carenza idrica e polemiche a Siracusa, la SIAM rompe il silenzio: “Frenare le illazioni, la rete è obsoleta”

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La società replica duramente alle accuse di sabotaggio e mancata comunicazione: «Ipotesi totalmente falsa e diffamatoria. Assurdo pensare che un’azienda che opera da undici anni agisca contro il proprio interesse»

In merito alle numerose e recenti dichiarazioni relative ai disservizi della rete e alla complessiva gestione del servizio idrico a Siracusa, la dirigenza di SIAM ha ritenuto necessario fornire una serie di precisazioni stringenti, a tutela della propria reputazione aziendale e ai fini di una corretta informazione dell’utenza.

La società ha definito come “ricostruzioni fantasiose” le voci secondo cui i guasti improvvisi di questo periodo facciano parte di una strategia deliberata per ostacolare il subentro del futuro gestore, Aretusacque.

«Un’ipotesi totalmente falsa, oltre che gravemente diffamatoria, e priva di qualsiasi logica – ha rimarcato con fermezza la governance di SIAM –. È ridicolo pensare che una società che da undici anni opera in questo ambito, e che fino al passaggio di consegne è ancora responsabile del servizio con tutti gli oneri connessi, possa agire contro il proprio interesse, auto-infliggendosi gravi danni economici e reputazionali».

Un focus specifico è stato dedicato alla complessa situazione del centro storico:

  • Infrastruttura obsoleta: la rete idrica di Ortigia ha superato gli oltre 60 anni di vita e risulta strutturalmente inadeguata;

  • Fabbisogno triplicato: i consumi attuali dell’isolotto sono più che triplicati rispetto al passato a causa del boom della popolazione fluttuante e della nascita di centinaia di attività ricettive e di ristorazione ad alto consumo;

  • Manutenzione h24: senza il costante monitoraggio dei tecnici, costantemente impegnati in manovre di emergenza, la carenza idrica avrebbe proporzioni ben più gravi.

Ogni singolo intervento di riparazione comporta per la società costi esorbitanti legati alla manodopera e al prezzo dell’energia, schizzato alle stelle a causa delle tensioni geopolitiche internazionali.

Proprio in merito al capitolo degli investimenti strutturali, SIAM ha ricordato i dati già emersi nella trasparente conferenza stampa di fine 2022. A partire dal balzo dei costi energetici, è diventato matematicamente impossibile procedere con il piano originario indicato nella convenzione con il Comune di Siracusa. Il Piano Economico Finanziario (PEF) allegato alla vecchia gara d’appalto stimava infatti i costi variabili a 4.600.000 euro, a fronte di costi reali schizzati a circa 11 milioni e mezzo di euro. Questa forbice ha generato nel triennio 2022-2024 un disavanzo superiore ai 10 milioni di euro per le casse di SIAM.

L’azienda, che per legge avrebbe potuto richiedere la risoluzione del contratto per causa di forza maggiore, scelse invece di presentare una proposta di modifica della convenzione al Comune di Siracusa, che ne prese correttamente atto.

La società esorta a mantenere il confronto esclusivamente su dati reali, senso di responsabilità e competenze tecniche, bloccando la diffusione di notizie distorte. Le strumentalizzazioni di natura politica o elettorale, conclude la nota, non offrono alcuna soluzione ai problemi strutturali della rete di Siracusa, ma rischiano unicamente di creare allarmismo a danno della legittima esigenza di verità dei cittadini.

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