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Emergenza acqua a Siracusa, tariffe record e reti colabrodo: il Forum si appella al Prefetto

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Alessandro Acquaviva chiede l’istituzione immediata di un tavolo tecnico sulla crisi idrica e contesta Aretusacque: «La nuova gestione deve tassativamente ispirarsi alla trasparenza e alla partecipazione dal basso»

Il Forum per l’Acqua Pubblica di Siracusa ha inoltrato una formale e urgente richiesta a S.E. il Prefetto per l’istituzione di un tavolo tecnico permanente sulla crisi e sulla governance del servizio.

La città da mesi si ritrova afflitta da pesanti disservizi, caratterizzati da continue interruzioni nell’erogazione e da un peggioramento della qualità dell’acqua che espone a concreto rischio sanitario le fasce vulnerabili della popolazione.

L’azione del Forum si muove parallelamente su due fronti: una dura lettera di diffida inviata ai Sindaci dell’ATI e ai vertici di Aretusacque S.p.A., e la richiesta d’intervento governativo per frenare un imminente disegno di legge della Regione Siciliana volto ad accentrare le competenze a Palermo, scippando di fatto il controllo agli enti locali.

La protesta dei consumatori si basa su una palese contraddizione economica e geologica rilevata sul territorio. Secondo un recente monitoraggio effettuato da Federconsumatori, la tariffa idrica applicata nel Comune di Siracusa risulta essere una delle più elevate dell’intera isola, nonostante vi sia una significativa disponibilità di risorsa idrica naturale all’interno delle falde locali.

A esacerbare la rabbia dei residenti sono state le ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque. L’ente ha annunciato che i primi interventi strutturali di efficientamento saranno concentrati prioritariamente sulla rete del comune di Pachino (la cui presa in carico è prevista entro il 2028), scatenando lo sconcerto degli utenti del capoluogo, esasperati dai continui guasti alle tubature e dalla scarsa pressione nei quartieri.

«I cittadini hanno già subito pesanti rincari a cui non è corrisposto alcun miglioramento del servizio – evidenzia il portavoce del Forum per l’Acqua Pubblica, Alessandro Acquaviva –. Sono mancati gli investimenti previsti dal capitolato d’appalto del 2021, disattendendo la realizzazione di nuove condotte e l’abbattimento delle perdite, che nel 2019 erano attestate all’inaccettabile quota del 64%».

Nel documento programmatico inoltrato all’Assemblea Territoriale Idrica, il Forum per l’Acqua Pubblica ha delineato una serie di requisiti operativi ritenuti non negoziabili per la tutela degli utenti:

  • Trasparenza digitale: attivazione immediata di un portale web conforme alle direttive AgID per il tracciamento chiaro dei ticket di assistenza e delle segnalazioni dei guasti;

  • Carta dei servizi e rimborsi: emissione di una nuova Carta dei Servizi che introduca indennizzi economici automatici in bolletta per tutti gli utenti che subiscono interruzioni idriche superiori alle 6 ore giornaliere;

  • Rapporto estivo sul turismo: redazione di una relazione urgente volta a garantire la regolarità dell’approvvigionamento nei mesi estivi, aggiornando il fabbisogno idrico nei quartieri a forte vocazione ricettiva;

  • Codice di legalità antimafia: adozione di un rigido protocollo per limitare gli affidamenti diretti sotto soglia e applicazione tassativa dei controlli antimafia (D.Lgs. 159/2011) su tutti gli appalti e subappalti.

Un altro punto cruciale della vertenza riguarda la qualità chimica dell’acqua che sgorga dai rubinetti siracusani. Il Forum denuncia cospicue concentrazioni di sodio dovute alla salinizzazione, che ne impediscono l’uso domestico da parte di cardiopatici, ipertesi e soggetti fragili. Per risolvere strutturalmente il problema, viene chiesto il ripristino del progetto di utilizzo idropotabile delle acque del fiume Anapo e la salvaguardia della falda industriale.

Sul piano della depurazione, si richiede il riuso sistematico delle acque reflue e il dirottamento dei reflui del depuratore di Contrada Canalicchio verso gli impianti IAS, ponendo fine allo scarico inquinante nel Porto Grande di Siracusa.

Si attende adesso la risposta degli uffici governativi di Piazza Archimede. La richiesta di un tavolo di crisi permanente – firmata oltre che dal Forum anche da Federconsumatori, CGIL, M5S, Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra, Civico 4 e numerose associazioni civiche – mira a gestire con urgenza il delicato passaggio di consegne tra la società uscente Siam e la subentrante Aretusacque.

L’obiettivo condiviso è evitare che le transizioni societarie blocchino le manutenzioni urgenti, lasciando a secco la popolazione proprio all’inizio della stagione estiva.

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