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Inaugurazione

Cambiamenti climatici, al via a Siracusa la Summer School con il MIT di Boston

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Inaugurato a Palazzo Impellizzeri il laboratorio internazionale con gli studenti USA. Il rettore Foti: “Un progetto che connette eccellenze accademiche globali e ricerca applicata contro le vulnerabilità del territorio”

Ha preso il via questa mattina a Siracusa, nella storica sede universitaria di Palazzo Impellizzeri in Ortigia, la seconda edizione della Summer School internazionale “Climate Resilient Solutions for Sicily”.

L’iniziativa, nata dalla sinergia tra l’Università di Catania e il prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, vede studenti americani e italiani lavorare fianco a fianco per ideare soluzioni tecnologiche e resilienti contro gli eventi meteorologici estremi.

La Sicilia si trova oggi in prima linea nella crisi climatica ed è considerata dagli scienziati uno dei territori europei più esposti alle mutazioni ambientali. I dati recenti tracciano un quadro parzialmente compromesso: nel 2024 una siccità senza precedenti ha costretto decine di comuni a severi razionamenti idrici.

Successivamente, nel gennaio 2026, la tempesta Harry ha colpito la costa orientale con venti da 90 chilometri orari e onde alte fino a 16 metri, causando oltre un miliardo di euro di danni da Riposto a Siracusa. A questo si aggiunge il dissesto idrogeologico, culminato sempre nel gennaio 2026 con la frana di Niscemi e i suoi spostamenti verticali del terreno fino a 7-8 metri.

Le lezioni apprese da questi eventi catastrofici indicano una strada chiara: il territorio necessita di una pianificazione di lungo periodo che integri lo sviluppo tecnologico avanzato, come l’uso dell’intelligenza artificiale per la previsione delle inondazioni costiere.

La struttura didattica e i numeri della Summer School 2026:

  • Il monte ore e le attività: il programma prevede 90 ore complessive di formazione intensiva, articolate tra lezioni teoriche, attività di laboratorio, workshop interattivi ed escursioni sul campo;

  • La classe internazionale: partecipano in totale 24 studenti scelti, di cui 9 provenienti dal MIT di Boston, 8 dall’Università di Catania e 7 dall’Università La Sapienza di Roma;

  • Il coordinamento scientifico: la scuola è diretta dalla professoressa Rosaria Ester Musumeci (docente di Idraulica a Catania) in stretta collaborazione con il professore Andrew Whittle del MIT di Boston.

«Gli studenti sono il cuore pulsante di questo progetto – ha precisato la coordinatrice scientifica, la professoressa Rosaria Ester Musumeci –. A loro viene chiesto di elaborare soluzioni concrete, ma anche di dimostrare uno spiccato spirito critico e creativo partendo dalle ricerche scientifiche più avanzate».

Il valore aggiunto del laboratorio risiede nella capacità di generare connessioni durature che superano i confini della didattica tradizionale. Serenella Sferza, responsabile del Programma MIT Italy, ha rivelato che proprio da questa edizione è nata una collaborazione scientifica tra il MIT e l’Ateneo di Catania per rendere le sementi agricole più produttive e resistenti ai climi aridi, applicando i risultati direttamente al contesto siciliano.

Questa capacità di innovazione attira anche l’interesse del sistema produttivo locale. Il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, intervenendo all’inaugurazione insieme al direttore del Dicar Matteo Ignaccolo e al presidente del Consorzio Archimede Giovanni Grasso, ha sottolineato come la forte presenza industriale del siracusano possa trasformarsi in un’opportunità unica.

Il territorio può diventare un modello pilota ideale per la “messa a terra” e la sperimentazione reale delle risposte efficaci alla crisi climatica nate durante i workshop.

Le attività del laboratorio residenziale andranno avanti tra Siracusa e Catania fino al prossimo 26 giugno, toccando i temi caldi della gestione idrica, della protezione delle coste e della resilienza delle grandi infrastrutture.

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