Benzene oltre i limiti a Priolo e Augusta. Il segretario Galoto: “La salute di cittadini e lavoratori non è barattabile”
Una richiesta di convocazione urgente indirizzata al Prefetto di Siracusa, e per conoscenza al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e all’assessore all’Ambiente Giusi Savarino, per fermare l’emergenza miasmi e tutelare la salute pubblica. A muoversi ufficialmente è la segreteria provinciale dell’UGL Siracusa, che traccia un quadro estremamente allarmante sull’inquinamento nel polo industriale di Siracusa.
Gli ultimi monitoraggi delle centraline ambientali sul territorio hanno registrato picchi critici: le concentrazioni di benzene hanno toccato la soglia di 110 µg/m³ nel comune di Priolo Gargallo e di 90 µg/m³ in quello di Augusta, a cui si sommano costanti superamenti dei limiti per gli idrocarburi non metanici e per l’ozono.
«Nel perdurare di questi fenomeni, la questione assume a tutti gli effetti la dimensione di un’emergenza sanitaria, ambientale e occupazionale che impone risposte immediate da parte delle aziende petrolchimiche, delle istituzioni locali e degli organi di controllo. A fronte della salute delle popolazioni e delle migliaia di lavoratori, tutto ciò non può essere negoziato né in nome del mantenimento dei posti di lavoro né per salvaguardare l’economia», dichiara il segretario della NTL-UGL, Antonio Galioto.
L’UGL richiama gli impegni assunti lo scorso 26 giugno a Melilli dalla Commissione Ambiente dell’Ars, durante la quale l’assessore Savarino aveva promesso fondi per potenziare l’ARPA Siracusa e migliorare i controlli in sinergia con la Procura, mentre il presidente Schifani aveva garantito l’istituzione di una task force. Ad oggi, però, le risposte concrete tardano ad arrivare.
Di fronte a questa contaminazione, il sindacato invoca l’applicazione immediata del principio di precauzione sancito dai trattati dell’Unione Europea, unendosi alle preoccupazioni già espresse dalla CGIL e sollevate da inchieste giornalistiche locali, come quella di Massimiliano Torneo sulla Sicilia.
L’UGL Siracusa sintetizza le proprie storiche rivendicazioni in tre punti fermi:
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Individuazione delle responsabilità: identificare chi ha la responsabilità oggettiva delle emissioni per adottare rigidi provvedimenti prescrittivi e sanzionatori contro gli stabilimenti;
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Trasparenza dei dati: pubblicare tempestivamente i dati della rete di monitoraggio delle centraline per consentire interventi di prevenzione immediati;
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Tavolo permanente: istituire un tavolo di crisi in Prefettura con il Governo regionale, Arpa, Asp, aziende e sindacati.
«Qualora non si avranno risposte concrete dall’esecutivo regionale e dagli organi preposti alla salvaguardia della salute pubblica, li considereremo responsabili dell’assenza di tutele e saremo costretti a coinvolgere direttamente la Procura della Repubblica. Significherebbe che la politica ha fallito, dovendo affidarsi all’Autorità Giudiziaria», conclude Galioto.







