Danni superiori a 100mila euro dopo il raid nei capannoni. Lo sfogo dell’imprenditore: “Ci sentiamo abbandonati, l’attività è in ginocchio”
Un colpo devastante che rischia di paralizzare l’attività produttiva di uno stabilimento industriale della provincia. Un’azienda del territorio, operante nel settore del trattamento e della lavorazione ambientale, è stata presa d’assalto da una banda di malviventi che ha letteralmente sventrato l’intera infrastruttura elettrica per asportare cavi e condutture in rame.
Secondo una prima ricostruzione, i criminali sono riusciti a fare irruzione all’interno del perimetro aziendale dopo aver manomesso i cancelli d’ingresso e scardinato le porte d’accesso dei capannoni principali. Una volta dentro, i ladri hanno preso di mira sia le linee elettriche interne dei blocchi uffici, sia i cablaggi dell’impianto fotovoltaico industriale, portando via un quantitativo di “oro rosso” stimato tra i 100 e i 2.500 chilogrammi. Il danno economico complessivo calcolato supera i 100.000 euro, cifra a cui andranno sommati i pesantissimi costi per il ripristino degli infissi distrutti e delle apparecchiature tecnologiche.
Ciò che rende la situazione ancora più drammatica e insostenibile per la proprietà è la reiterazione dei saccheggi. Durante il primo raid, infatti, i malviventi hanno asportato anche i sistemi di registrazione DVR e messo fuori uso l’intera rete di videosorveglianza e illuminazione dello stabilimento. Sfruttando il blackout totale e l’assenza di allarmi funzionanti, i ladri continuano a fare incursioni notturne nell’area per fare sciacallaggio e portare via i materiali residui.
Una situazione di totale vulnerabilità che ha gettato l’imprenditore in uno stato di profonda disillusione: “Siamo soli e impotenti, la voglia è quella di smettere di fare impresa qui per andare all’estero“. La preoccupazione maggiore riguarda il futuro: c’è il forte timore che, in caso di un investimento economico immediato per ripristinare le linee e far ripartire la produzione, la banda possa colpire nuovamente lo stabilimento, non essendoci attualmente adeguate garanzie di sicurezza e pattugliamento in quella specifica area industriale rurale.
Sull’episodio del primo maxifurto è stata sporta formale denuncia presso la locale stazione dei Carabinieri, che hanno già avviato i rilievi stradali e le indagini per tentare di identificare i componenti della banda.







