Aggiornato al 14/07/2026 - 16:36
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Frustrazione

Furti a ripetizione al Sun Club: “Quattro colpi e nessuno paga, così ci sentiamo abbandonati”

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La denuncia amara della titolare Viviana Venticinque dopo l’ultimo raid: “Viene voglia di mollare tutto, ma andiamo avanti per i nostri atleti”

Una spirale di microcriminalità che rischia di soffocare il tessuto imprenditoriale locale. Per la quarta volta in pochi mesi, lo storico centro sportivo Sun Club Siracusa si trova a fare i conti con un furto con scasso all’interno dei propri locali, un raid che riaccende i riflettori sulla sicurezza delle attività produttive della città.

L’ultimo episodio, avvenuto qualche sera addietro, ha causato danni strutturali e ammanchi totali per un valore stimato di circa 5.000 euro. Ad agire, secondo le prime ricostruzioni e le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, sarebbe stato un singolo individuo, presumibilmente lo stesso soggetto che ha già colpito la struttura nei precedenti raid, ma che non è stato ancora identificato dalle forze dell’ordine.

Più che il danno economico in sé, a pesare sui titolari è il profondo senso di impotenza e frustrazione di fronte a una criminalità che appare impunita. Viviana Venticinque, che gestisce la struttura insieme al fratello Guglielmo, ha voluto lanciare uno sfogo amaro che fotografa la solitudine di chi fa impresa sul territorio:

“Per la quarta volta ci ritroviamo a fare i conti con un furto ai danni del nostro centro e, per la quarta volta, non c’è nessuna conseguenza per chi lo ha fatto. Non è più solo un fastidio. È un segnale che qualcuno si sente libero di entrare, prendere, danneggiare sapendo che non pagherà per questo. Un centro sportivo non è un luogo anonimo: qui lavoriamo ogni giorno, portiamo i nostri bambini, le nostre famiglie. Ogni furto è un pezzo di fiducia che ci viene tolto”.

Il Sun Club è una realtà dinamica e molto frequentata, che fonda gran parte della propria attività quotidiana su corsi e servizi dedicati proprio ai più piccoli. Le continue violazioni della proprietà privata logorano anche i progetti più solidi:

«Chi fa impresa è sostanzialmente abbandonato a sé stesso – prosegue Viviana Venticinque –. L’impulso a volte è quello di abbandonare tutto, ma poi subentra la speranza e la voglia di fare bene il proprio lavoro, soprattutto proprio per i più piccoli».

La proprietà rivolge un appello accorato alle istituzioni e alle forze di polizia per richiedere un controllo più serrato del territorio, maggiore attenzione alla legalità e, soprattutto, tutele concrete per chi investe quotidianamente risorse a Siracusa, creando spazi di aggregazione sani per le famiglie.

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