Aggiornato al 15/07/2026 - 12:58
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Sicurezza

Assunzioni bloccate all’Arpa Sicilia, Csa-Cisal: “A rischio la salute dei cittadini”

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Il sindacato chiede una deroga urgente all’Ars per 95 lavoratori: “Non si può paralizzare l’ente per questioni squisitamente politiche”

Una paralisi burocratica che rischia di avere ripercussioni dirette e pesanti sulla tutela ambientale e sulla qualità della vita nell’isola. Il sindacato Csa-Cisal lancia un duro allarme sulla situazione in cui versa l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, chiedendo un intervento immediato ai deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana.

«Il blocco delle assunzioni, voluto dall’Ars un anno e mezzo prima delle prossime elezioni regionali, rischia di compromettere definitivamente l’operatività dell’Arpa Sicilia che già da tempo non è nelle condizioni di garantire nemmeno i servizi essenziali, a discapito della salute dei siciliani che hanno diritto a controlli efficienti sulla qualità dell’acqua e dell’aria».

Al centro della vertenza c’è il destino lavorativo di quasi cento figure professionali, selezionate tramite concorso pubblico, il cui mancato inserimento rischia di bloccare le attività di monitoraggio sul territorio siciliano. L’esponente sindacale Giuseppe Badagliacca ha rivolto un accorato appello a tutti i gruppi parlamentari di Palazzo dei Normanni:

«Rivolgiamo un accorato appello alle forze politiche di maggioranza e opposizione: non si possono sacrificare il futuro di 95 lavoratori, assunti con selezione pubblica, e la salute dei cittadini per questioni che, seppur legittime, sono squisitamente politiche. Chiediamo ancora una volta che l’Ars preveda per Arpa una specifica deroga che coniughi trasparenza e il sacrosanto rispetto delle regole alla necessità di non paralizzare l’ente».

Senza una deroga speciale alle norme di contenimento della spesa e al blocco delle procedure di assunzione pre-elettorali, l’agenzia non disporrà del personale necessario per effettuare i rilievi quotidiani su discariche, emissioni industriali, depuratori e fiumi, lasciando di fatto sguarnito un fondamentale presidio di legalità e sicurezza ambientale.

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