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Costaiblea Film Festival 2026, al via la 30ª edizione: oggi Fabrizio Bentivoglio

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A Marina di Ragusa la prima serata tra Pirandello, il cinema giovane e i grandi interpreti. Protagonisti Aurora Quattrocchi e Gaetano Aronica

Trent’anni di cinema, incontri, autori e storie. Il Costaiblea Film Festival ha aperto ieri sera a Marina di Ragusa la sua 30ª edizione, celebrando un traguardo che coincide con una nuova stagione della manifestazione, sempre più orientata a intrecciare cinema, memoria del territorio e attenzione alle nuove generazioni.

Una prima giornata nel segno dei grandi protagonisti del cinema italiano, ma anche dei giovani autori siciliani e del rapporto tra la settima arte e la cultura degli Iblei. Un percorso che accompagnerà il festival fino a domenica e che quest’anno si sviluppa in più location della frazione balneare.

A sottolineare il valore dell’anniversario è stato Vito Zagarrio, direttore artistico e fondatore del Costaiblea, nato nel 1991 e cresciuto attraversando tre decenni di cinema, incontrando generazioni di registi, attori, autori e spettatori.

Villa Ottaviano ha preso ufficialmente il via il percorso dedicato a Pirandello e il cinema, realizzato nell’ambito delle iniziative legate al novantesimo anniversario della morte dello scrittore siciliano.

Inaugurata la mostra curata da Graziano Marraffa, dell’Archivio Storico Cinema Italiano, accompagnata dalla conversazione con Giuseppe Pitrolo. Presentata anche l’installazione video Pirandello nel cinema: tante maschere e pochi volti, curata dallo stesso Marraffa insieme ad Angelo Piccione.

Un omaggio che porta al centro il rapporto tra l’opera pirandelliana e la rappresentazione cinematografica, attraverso immagini, documenti e testimonianze.

Sempre a Villa Ottaviano è iniziato anche Costaiblea Giovane Cinema, concorso dedicato ai filmmakers siciliani under 30 e curato da Angelo Piccione.

È una delle sezioni caratterizzanti della 30ª edizione, pensata per offrire spazio ai giovani autori e interrogarsi sulle trasformazioni che stanno interessando il linguaggio cinematografico, compreso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella produzione audiovisiva.

Una scelta che conferma la volontà del festival di guardare al futuro senza rinunciare al rapporto con la memoria e con l’identità culturale del territorio.

Il cuore della prima serata si è spostato quindi in Piazza Torre, dove alle 20.30 il pubblico ha incontrato Aurora Quattrocchi, vincitrice del David di Donatello 2026 come migliore attrice protagonista per Gioia mia.

In dialogo con Vito Zagarrio, l’attrice ha raccontato il mestiere dell’interprete con un linguaggio diretto e personale, soffermandosi sulla difficoltà di definire fino in fondo il rapporto tra attore, personaggio e scena.

«È come un sapore: qualcosa da gustare, da mangiare, da assaporare. Se non lo assaggi non puoi spiegare», ha raccontato Quattrocchi, restituendo l’idea di un mestiere che passa prima di tutto attraverso l’esperienza.

L’attrice ha ricordato anche un episodio dal set di Gioia mia. Durante una scena nella quale le interpreti dovevano pettinarsi, dopo aver ripetuto più volte la sequenza, Quattrocchi iniziò spontaneamente a cantare. L’intuizione piacque al regista e il canto venne inserito nella scena, imponendo però all’attrice di ripetere più volte la sequenza insieme alla parte cantata.

A seguire, sempre in Piazza Torre, è stato il momento di Gaetano Aronica, protagonista di Sulle soglie della notte. Gesualdo Bufalino, fotogrammi di una vita immaginaria, docufiction scritta e diretta da Andrea Traina.

Il lavoro si allontana dalla tradizionale impostazione biografica per attraversare luoghi, parole e testimonianze legate allo scrittore comisano. Al centro della narrazione c’è anche il rapporto tra due estremi della vicenda di Bufalino: l’inizio della sua carriera letteraria, con il passaggio dall’anonimato alla notorietà, e la morte improvvisa, nel 1996, in seguito a un incidente stradale.

Due momenti che diventano, nella lettura proposta da Traina, altrettanti punti di partenza per una riflessione sul destino, sulla memoria e sulle coincidenze che sembrano accompagnare la parabola umana e letteraria di Bufalino.

Aronica, volto e voce dello scrittore nella docufiction, ha raccontato al pubblico anche l’esperienza personale maturata attraverso il progetto. Al termine dell’incontro sono arrivati gli applausi del pubblico e il riconoscimento assegnato all’attore.

La seconda giornata del Costaiblea Film Festival 2026 è affidata a uno dei nomi più autorevoli del cinema italiano contemporaneo: Fabrizio Bentivoglio, tre volte vincitore del David di Donatello.

L’appuntamento in Piazza Torre è alle 19.30 con una masterclass dedicata alla sua lunga carriera. Un incontro che non si limiterà al percorso di attore, ma approfondirà anche il suo rapporto con la regia.

Nel corso della serata saranno infatti proposte due opere particolarmente significative: Típota, cortometraggio del 1999 della durata di 30 minuti, e Lascia perdere, Johnny!, film del 2007 di 104 minuti.

Un’occasione per ripercorrere il percorso artistico di Bentivoglio anche attraverso la sua esperienza dietro la macchina da presa e il suo rapporto con il cinema d’autore.

Alle 22 il programma proseguirà con la proiezione di Eterno visionario, film del 2024 diretto da Michele Placido e dedicato alla figura di Luigi Pirandello, nel quale Bentivoglio interpreta uno dei ruoli principali.

Il doppio appuntamento costruisce così un filo ideale tra la masterclass, l’esperienza artistica dell’attore e il percorso dedicato a Pirandello, uno dei grandi temi di questa edizione del Costaiblea.

Tra gli appuntamenti della manifestazione trova spazio anche “Ad Sidera. C’era una volta Celeste”, esperienza immersiva ideata da Alessia Scarso, che conduce il pubblico in un viaggio attraverso la storia dell’osservazione del cielo.

Il progetto, che nel 2026 ha ottenuto a Ginevra il riconoscimento di “Miglior esperienza immersiva”, rappresenta uno degli elementi più originali di questa 30ª edizione e amplia ulteriormente il dialogo tra cinema, tecnologia, memoria e territorio.

La 30ª edizione del Costaiblea Film Festival si presenta dunque come un’edizione che guarda contemporaneamente alle proprie radici e al futuro. Da una parte i grandi protagonisti del cinema italiano, dall’altra i giovani filmmakers siciliani e le nuove tecnologie; al centro, la memoria degli Iblei e la capacità del cinema di raccontare luoghi, personaggi e identità.

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