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DAL 1953

Addio al bollo auto per le vetture fino a 80 kW: la misura riguarderà circa 13,2 milioni di veicoli

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Il provvedimento, valido per ora solo per il 2027, esenterà circa il 70% del parco auto italiano

Il governo abolisce il bollo per le auto di piccola e media potenza, eliminando così “una delle tasse più odiate dagli italiani”, come annunciato dalla premier Giorgia Meloni a margine del Consiglio dei Ministri convocato questo pomeriggio.

Il provvedimento, per ora relativo al solo 2027, ha l’obiettivo di togliere la tassa regionale sul possesso delle auto aventi potenza fino a 80 kW (108,77 Cv), alleggerendo così il carico fiscale sulla proprietà dell’auto per una parte molto ampia della popolazione. Secondo le stime di Palazzo Chigi, la misura interessa circa il 70% del parco auto attualmente in circolazione, per un totale di circa 13,2 milioni di veicoli.

Ogni cittadino avrà diritto a una sola agevolazione: in caso di possesso di più vetture, “l’esenzione è riconosciuta con riferimento a una sola di esse ed è applicata all’autovettura avente la minore potenza, espressa in kW. In caso di pari potenza, l’esenzione è applicata all’autovettura per la quale risulta dovuto, in assenza dell’agevolazione, l’importo meno elevato della tassa automobilistica”.

Sul tema del bollo auto, la spinta verso una soluzione radicale era arrivata soprattutto da Forza Italia: nei giorni scorsi il vicepremier Antonio Tajani aveva rilanciato l’ipotesi di una cancellazione totale del tributo per auto e moto, una proposta che il centrodestra sostiene da tempo. Più prudente, invece, la posizione di Enrico Costa, che aveva parlato di una possibile abolizione solo parziale.

Al momento non sono state individuate coperture per la misura, che per le casse regionali vale tra 6,5 e 7 miliardi di euro l’anno. Si tratta quindi di un intervento con un impatto finanziario rilevante, per il quale resta da capire in che modo verrà compensato il mancato gettito per le Regioni, che con ogni probabilità saranno spinte a trovare altre forme di introito.

La storia del bollo auto inizia nel 1953, quando in Italia viene introdotta una tassa sulla circolazione degli autoveicoli. In origine, il tributo era collegato alla potenza fiscale del motore e veniva riscosso dallo Stato. Nel corso degli anni il sistema è cambiato più volte, fino alla riforma del 1983, che ha legato la tassa al possesso del veicolo e introdotto il criterio della potenza effettiva espressa in kW.

Un’altra svolta arriva nel 1999, quando il bollo diventa un tributo regionale: da allora sono le Regioni e le Province autonome a gestirne la riscossione, stabilendo anche alcune agevolazioni e maggiorazioni nei limiti previsti dalla legge. Nel tempo sono state introdotte esenzioni e riduzioni per determinate categorie, tra cui le auto storiche e quelle elettriche.

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