Fondatore del Teatro di Sicilia e ideatore del Premio Il Paladino, è stato protagonista della storia culturale siracusana lascia testimonianze, iniziative e memoria. Il sindaco: “Grati per aver dato lustro alla nostra città”. I funerali domani al Pantheon.
Siracusa perde Aldo Formosa, giornalista, scrittore, commediografo, regista e instancabile animatore culturale. La sua scomparsa, avvenuta nelle scorse ore, chiude una lunga stagione della vita culturale cittadina, quella di un uomo che per decenni ha raccontato la città e, allo stesso tempo, ha cercato di portarla oltre i suoi confini.
Formosa è stato soprattutto un protagonista del giornalismo siracusano. Ha collaborato con diverse testate, tra cui La Sicilia e il Corriere dello Sport, e ha legato a lungo il proprio nome a Libertà Sicilia, dove ha curato anche la pagina culturale “Astrolabio”. La sua firma è stata per anni una presenza quotidiana nel dibattito cittadino, con uno stile personale e una particolare attenzione alla memoria, ai personaggi e alle vicende della città.
Ridurre Formosa al solo giornalismo sarebbe però riduttivo. Il teatro ha rappresentato l’altra grande dimensione della sua vita. Fondatore del Teatro di Sicilia, ne è stato autore e regista, costruendo in quasi mezzo secolo di attività un percorso dedicato alla Sicilia, alle sue tradizioni e alla sua identità, un’esperienza che ha portato spettacoli e iniziative anche oltre i confini nazionali.
Nel 1963 arrivò un riconoscimento importante dalla Rai, con il primo premio al concorso nazionale per l’originale televisivo “Un’abitudine a che serve”, dedicato alla crisi di un operaio dopo l’arrivo della grande industria nell’area siracusana.
Formosa è stato inoltre ideatore e direttore del Premio internazionale “Sicilia – Il Paladino”, manifestazione che nel tempo ha portato in città personalità del teatro, della cultura e dell’informazione, un’iniziativa che racconta la sua idea di cultura come occasione di incontro e di promozione del territorio, oltre che di produzione artistica.
Nel corso della sua lunga attività ha organizzato eventi, incontri e manifestazioni, intrecciando rapporti con artisti, giornalisti e uomini di cultura. Anche negli ultimi anni ha continuato a scrivere e a intervenire pubblicamente, mantenendo vivo il legame con Siracusa che aveva rappresentato il filo conduttore della sua esperienza.
“Esprimo tutto il mio dispiacere per la perdita di uno dei protagonisti della vita culturale siracusana – ha dichiarato il sindaco Francesco Italia -, un uomo che ha lasciato un solco profondo e un’eredità che merita di essere tutelata e tramandata. Una personalità poliedrica, espressa in tutte le forme legate alla scrittura e alla parola”.
”Scrittore, giornalista, commediografo e regista, egli – ha aggiunto – non solo ha portato le sue opere in giro per l’Italia e all’estero, ma ha anche sfruttato la sua notorietà per attrarre a Siracusa alcuni dei più grandi protagonisti dello spettacolo e della letteratura italiana. Allo stesso modo, gli siamo e gli saremo grati per avere raccontato vicende e personaggi della nostra città tenendone viva la memoria. Alla famiglia di Aldo Formosa esprimo il sincero cordoglio personale, dell’Amministrazione e di tutti i siracusani”.
Con Aldo Formosa scompare una figura poliedrica e riconoscibile, un uomo che ha attraversato decenni della storia culturale siracusana lasciando testimonianze, iniziative e memoria. I funerali si terranno domani pomeriggio, alle 16.30, nella chiesa del Pantheon.
“Cordoglio dell’Assostampa”
“Aldo Formosa chiude la porta di una redazione giornalistica che fu, ricca di talenti e scuola preziosa per una generazione. La sua scomparsa addolora tutti noi e rappresenta una perdita per l’intera città.
La sua storia, tra testi teatrali, regie, intuizioni legate al mondo della cultura, è stata un’autentica missione.
Con lui va via quel giornalismo d’altri tempi, raffinato e pignolo. Un protagonista della vita di questa città, della voglia di mettere Siracusa al centro.
Alla famiglia, al figlio Bruno nostro collega, l’abbraccio sincero e commosso di tutti noi”.












