L’indagine della Dda di Caltanissetta nasce dalla sparatoria del 10 settembre 2025 a Riesi e ricostruisce 633 episodi, circa 200 clienti e un giro d’affari stimato in 8 mila euro a settimana
I carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di una rete dedita allo spaccio di droga tra Riesi, Gela e Catania. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Caltanissetta su richiesta della Procura della Direzione distrettuale antimafia, e riguarda undici persone: 5 sono agli arresti domiciliari, quattro hanno l’obbligo di dimora nel comune di residenza, una il divieto di dimora e una l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Una persona destinataria della misura è tuttora ricercata.
Gli indagati rispondono, a vario titolo, di più violazioni in concorso della normativa sugli stupefacenti, per aver gestito un’attività di spaccio organizzata nei territori di Riesi e Gela, con canali stabili di rifornimento sulle piazze di Gela e Catania. A uno di loro è contestato anche il reato di estorsione.
L’indagine, condotta dal Nucleo investigativo e diretta dalla Procura nissena, è nata dopo l’aggressione armata del 10 settembre 2025 ai danni di due fratelli di Riesi. La sparatoria, maturata nei contrasti legati al traffico di droga, si era conclusa con il ferimento alla schiena di uno dei fratelli e di uno degli aggressori a una spalla, colpito per “fuoco amico”. Il 20 settembre 2025 erano stati arrestati in carcere quattro presunti esecutori materiali dell’agguato.
Gli accertamenti successivi, proseguiti per circa sei mesi fino al marzo 2026, hanno delineato l’attività di due gruppi legati da rapporti di parentela, collaborazione e interessi economici comuni. Il primo, radicato a Riesi e inizialmente coordinato da una coppia di fratelli, gestiva la piazza di spaccio locale, il conteggio dei proventi e la custodia della cassa comune. Dopo il ferimento e l’arresto di uno dei promotori, un nuovo referente ritenuto al vertice ha garantito la prosecuzione delle attività, la divisione dei compiti tra i singoli spacciatori e i rapporti con i fornitori esterni. Il secondo era la rete di approvvigionamento tra Gela e Catania, composta da fornitori stabili che assicuravano flussi continui di hashish e cocaina: il circuito gelese faceva da snodo per la fornitura all’ingrosso, mentre sul versante catanese operavano altri referenti incaricati delle partite di cocaina e dei rifornimenti periodici.
La gestione dei crediti non saldati ha provocato frequenti tensioni interne, fino a episodi di intimidazione ed estorsione. Secondo l’ipotesi degli investigatori, lo stesso agguato del settembre 2025 sarebbe legato al mancato pagamento di un debito per precedenti forniture, contratto dal gruppo di Riesi verso la filiera di Gela. In questo contesto, nell’ottobre 2025 a Riesi uno degli spacciatori del gruppo sarebbe stato costretto a cedere la propria automobile come garanzia e parziale pagamento del debito.
Dagli accertamenti tecnici e dai servizi sul territorio sono emersi 633 episodi di detenzione e spaccio contestati nei capi di imputazione, per un volume d’affari stimato in circa 8.000 euro a settimana. Gli investigatori hanno inoltre identificato circa 200 presunti clienti, ai quali la droga veniva ceduta con regolarità.
Per eludere i controlli, l’organizzazione utilizzava decine di schede telefoniche intestate a cittadini extracomunitari o a prestanome, numeri dedicati all’attività e un linguaggio in codice per nascondere il riferimento alla droga. I pagamenti avvenivano con strumenti telematici e la sostanza veniva consegnata nell’abitazione di uno degli indagati o nell’auto del cliente, fermo davanti all’edificio.
Nel corso delle indagini sono state arrestate in flagranza due persone, tra cui un corriere fermato mentre rientrava da Catania con 150 grammi di cocaina e un panetto di hashish da 100 grammi. Altri tre indagati sono stati denunciati a piede libero e sono stati sequestrati complessivamente 1,484 chilogrammi di hashish e 150 grammi di cocaina.







