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Cervantes incontra la Sicilia: al Teatro Massimo di Siracusa debutta “Don Chisciotto di Girgenti”

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Il capolavoro spagnolo si trasforma in una fiaba musicale diretta da Angelo Tosto con Ruben Rigillo e Vincenzo Volo

La Sicilia si fa palcoscenico per una suggestiva riscrittura teatrale capace di fondere la grande letteratura europea con le radici più autentiche dell’Isola. Con il debutto al Teatro Massimo di Siracusa, da venerdì a domenica, per poi proseguire la tournée al Teatro Vitaliano Brancati di Catania da martedì, la scena accoglie un’inedita versione delle avventure nate dalla penna di Miguel de Cervantes. Lo spettacolo, diretto da Angelo Tosto, rielabora il mito letterario attraverso la sensibilità di Tony Cucchiara, che sposa l’opera originale con i versi in dialetto dell’Abate Meli.
Al centro della trama c’è Giovannino, un pastore della campagna agrigentina che, durante la guerra, intratteneva i bambini sfollati con i suoi racconti. L’uomo finisce per perdersi tra le pagine lette all’ombra di un vecchio ulivo: la realtà sfuma nella finzione e il contadino si convince di essere il vero Don Chisciotte, proietta il suo amore su una Dulcinea immaginaria e trascina il cognato nei panni dello scudiero Sancho Panza.
A dare corpo a questa metamorfosi sono gli attori Ruben Rigillo e Vincenzo Volo, alla guida di un cast corale. La compagnia vede Laura Sfilio impersonare Dulcinea di Joppolo e Lucia Portale nel ruolo di Nunna, affiancate da Cosimo Coltraro nei panni di Don Pircoco ed Emanuele Puglia in quelli di Don Cornelio. Le peripezie si arricchiscono grazie a Pietro Casano come Ronzinante, Alex Caramma nelle vesti di Fra’ Nespola, Giovanna Mangiù nel ruolo di Lia e Lorenza Denaro in quello di Filomena, supportati da Ettore Iurato, Giorgia Morana, Lucio Rapisarda e Giada Romano nei panni dei popolani.
Questo viaggio sul filo dell’illusione elegge la Sicilia a matrice culturale del racconto. Il dialetto, le sonorità e i richiami popolari convertono le gesta cavalleresche in una parabola vicina alla memoria collettiva, dove l’evasione fantastica diventa un rifugio contro la durezza del quotidiano.
La narrazione è ritmata dalla colonna sonora coordinata da Franco Lazzaro, che include le tracce “Sognare sì”, “Caru Patruni” e “Alla scala dei turchi”. Il movimento è affidato alle coreografie di Giorgia Torrisi Lo Giudice, mentre l’impatto visivo di scene e costumi porta la firma di Vincenzo La Mendola.

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