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Sostenibilità

Ambiente, la crisi climatica sfida gli oliveti. L’allarme dell’Aifo

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Clima estremo e siccità minacciano la produzione dell’olio: Aifo punta su innovazione e sostenibilità

Il cambiamento climatico minaccia l’olio extravergine d’oliva italiano. Siccità e temperature estreme alterano il caratteristico sapore delle olive con ripercussioni non soltanto sulla filiera produttiva, costretta a velocizzarne la lavorazione per preservare i nutrienti, ma anche sul suo consumo finale. È questo il quadro registrato da Aifo Associazione Italiana Frantoiani Oleari -, insieme a Italia Olivicola, sulla necessità di una svolta green e sostenibile per far fronte ai cambiamenti globali. La sostenibilità passa da una gestione idrica più efficiente, dalla protezione del suolo e dal monitoraggio costante grazie all’uso di tecnologie avanzate.
L’attenzione è posta sulla qualità finale dell’olio.
“Parlare di sostenibilità significa anche preparare la filiera alle sfide climatiche dei prossimi decenni. – sottolinea il presidente di Aifo, Alberto Amoroso – L’olivicoltura italiana ha una grande storia e una straordinaria capacità di adattamento, ma oggi servono strumenti nuovi: innovazione, assistenza tecnica, programmazione e collaborazione tra olivicoltori, frantoiani e organizzazioni di filiera. Qualità e resilienza devono procedere insieme. Un olio extravergine di qualità nasce da olive sane, raccolte al momento giusto e trasformate rapidamente in frantoio. Se il clima rende tutto questo più difficile, la risposta non può essere l’improvvisazione, ma una filiera più organizzata, più efficiente e più consapevole. È questa la direzione del lavoro che Aifo sta portando avanti insieme a Italia Olivicola nell’attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115“.

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