Aggiornato al 14/05/2026 - 11:54
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I dati

Molestie olfattive a Siracusa: picchi di idrocarburi oltre la soglia tra le 8 e le 11 del 13 maggio

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ARPA Sicilia pubblica l’aggiornamento dei dati: registrate 124 segnalazioni tramite NOSE. Masse d’aria provenienti dal quadrante Nord/Nord-Est

ARPA Sicilia ha diffuso l’aggiornamento tecnico (ore 19:00) relativo alle molestie olfattive registrate il 13 maggio, evidenziando una chiara correlazione tra le segnalazioni dei cittadini e i dati rilevati dalle stazioni di monitoraggio ubicate nell’AERCA (Area a Elevato Rischio di Crisi Ambientale).

Tra le ore 08:00 e le 11:00, la webApp NOSE ha raccolto 124 segnalazioni. La tipologia di odore maggiormente lamentata dai residenti è stata quella di idrocarburi, a conferma di una criticità riconducibile verosimilmente alle attività industriali o di stoccaggio della zona.

Le centraline hanno confermato la presenza di inquinanti in atmosfera con valori significativi, specialmente per quanto riguarda gli idrocarburi non metanici.

1. Idrocarburi Non Metanici (NMHC)

Il valore soglia di riferimento è fissato a 200 µg/m³. Durante l’evento, diverse stazioni hanno registrato superamenti importanti:

  • SR-Via Gela: Picco massimo di 688 µg/m³ alle ore 08:00; nuovo picco di 251 µg/m³ alle 11:00.

  • SR-ASP Pizzuta: Picco di 679 µg/m³ alle ore 08:00.

  • SR-Belvedere: Picco di 328 µg/m³ alle ore 10:00.

  • SR-Pantheon: Picco di 232 µg/m³ alle ore 08:00.

2. Biossido di Zolfo (SO2)

Nella stazione di SR-Belvedere, alle ore 09:00, è stata rilevata una concentrazione oraria di 37 µg/m³. Sebbene non sia un valore estremo, ARPA lo riconduce direttamente all’evento odorigeno in corso.

L’analisi dei venti e delle masse d’aria è fondamentale per individuare le possibili sorgenti emissive.

  • Direzione del vento: Le retrotraiettorie elaborate dal sistema NOSE evidenziano uno spostamento delle masse d’aria dai quadranti settentrionali, nello specifico da Nord e Nord-Est.

  • Bassa velocità: La stazione di Via Gela ha registrato venti molto deboli. Questa condizione di “calma di vento” suggerisce che le sorgenti emissive siano verosimilmente prossime ai recettori (ovvero vicine alle aree abitate), poiché la scarsa ventilazione impedisce la dispersione degli inquinanti, facendoli ristagnare al suolo.

I dati tecnici confermano la fondatezza delle “molestie olfattive” percepite dalla cittadinanza. La coincidenza temporale tra i picchi di NMHC nelle zone di Via Gela, Pizzuta e Pantheon e il flusso d’aria da nord-est orienta le indagini verso gli insediamenti situati in quella direzione rispetto al centro urbano.

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