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Interpellanza

Bimba contesa tra famiglia affidataria preadottiva e madre biologica: il caso finisce all’ARS

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La piccola, arrivata in Sicilia nel 2022, si oppone al trasferimento in una “famiglia ponte”. L’On. Carta e altri 4 deputati “interpellano” la Regione: “Attivare subito il Garante per l’infanzia”

La complessa vicenda di una minore straniera non accompagnata (MSNA), giunta in Sicilia nel 2022 e oggi contesa tra due diverse dimensioni familiari, è approdata sui banchi dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Gli onorevoli Giuseppe Carta, Alessandro Di Mauro, Giuseppe Lombardo, Ludovico Balsamo e Primavera hanno presentato nelle scorse ore un’interpellanza urgente rivolta direttamente al Presidente della Regione Siciliana e all’Assessore regionale per la Famiglia. L’obiettivo: chiedere chiarimenti formali e interventi immediati sulla gestione del caso, per garantire il rispetto del “superiore interesse della minore”.

La ricostruzione dei fatti contenuta nell’atto ispettivo delinea un percorso lungo e travagliato. La bambina era arrivata sulle coste siciliane nel 2022, all’età di tre anni, dopo un lungo e traumatico viaggio via mare, priva di qualsiasi riferimento familiare.

Dopo una prima accoglienza in una casa famiglia, il Tribunale per i minorenni di Catania aveva disposto il suo affidamento preadottivo a una coppia regolarmente inserita nei percorsi di adozione, con il preciso scopo di garantirle stabilità affettiva e continuità relazionale in un contesto di crescita adeguato.

Tuttavia, dopo tre anni di permanenza stabile e radicata presso la nuova famiglia, un colpo di scena giudiziario ha ribaltato la situazione: con la sentenza n. 247 del 17 luglio 2025, lo stesso Tribunale di Catania ha disposto il ricongiungimento della piccola con la madre biologica, revocando formalmente l’affidamento in corso.

Secondo quanto riportato nell’interpellanza, la decisione del Tribunale si sta scontrando con la forte opposizione della diretta interessata. La minore ha infatti manifestato in modo chiaro e inequivocabile la volontà di non essere allontanata dai genitori affidatari preadottivi, identificando in loro il proprio e unico riferimento affettivo consolidato.

Inoltre, la bambina avrebbe opposto una strenua resistenza al previsto trasferimento presso una struttura o “famiglia ponte” (una fase di transizione predisposta dai servizi sociali per accompagnarla gradualmente al ricongiungimento materno), rifiutando il distacco dal nucleo in cui aveva trovato equilibrio. Una dinamica che, sottolineano i deputati, “ha verosimilmente aggravato il quadro psicologico della minore, esponendola a ulteriori traumi”.

Per i firmatari dell’interpellanza, la vicenda fa emergere possibili e gravi criticità nella gestione del percorso di tutela da parte dei servizi sociali competenti.

Per queste ragioni, i deputati hanno sollecitato i vertici del Governo regionale a fornire risposte precise su tre punti dirimenti:

  • Il ruolo del Garante: Verificare se il Garante per l’infanzia e l’adolescenza sia stato debitamente informato della vicenda e se abbia già attivato le proprie verifiche indipendenti. In caso contrario, se ne chiede l’immediata attivazione.

  • La tutela psicologica: Conoscere quali iniziative urgenti l’assessorato intenda adottare per garantire la protezione e la serenità della minore, alla luce delle pesanti conseguenze già emerse sul piano psicologico.

  • Il monitoraggio del sistema: Valutare la necessità di rafforzare i controlli e il monitoraggio delle procedure relative ai minori stranieri non accompagnati su tutto il territorio regionale, per evitare il futuro ripetersi di situazioni analoghe e laceranti.

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