I residenti replicano al gestore davanti ad ARERA e chiedono di continuare l’istruttoria: “La bassa pressione equivale a rimanere senz’acqua. Le reti perdono il 67% e il turismo ha spaccato il centro storico”
Il Comitato “Ortigia Cittadinanza Resistente” ha trasmesso una corposa memoria di osservazioni formali ad ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e allo Sportello per il Consumatore, contestando frontalmente le giustificazioni addotte dalla società SIAM S.p.A. in merito ai ripetuti disservizi estivi.
Al centro del contendere vi è la formale interpretazione dei disagi subiti dalla popolazione dei quartieri storici di Ortigia e della Borgata Santa Lucia.
Mentre il gestore uscente minimizza gli eventi parlando di semplici cali di flusso, i residenti denunciano una vera e propria emergenza strutturale.
Nella sua memoria difensiva, la società di gestione sostiene che negli episodi contestati non si sarebbero configurate interruzioni totali dell’erogazione, ma soltanto riduzioni di pressione. Su questo presupposto, l’azienda esclude l’obbligo di attivare autobotti sostitutive o di erogare indennizzi automatici in bolletta.
Una ricostruzione che il portavoce del comitato, Davide Biondini, rigetta definendola smentita dagli stessi canali informativi aziendali dei mesi scorsi, dove si usavano esplicitamente termini come “chiusura ed erogazione interrotta”.
I punti di contestazione sollevati dai cittadini davanti ad ARERA:
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L’effetto sui piani alti: negli edifici storici e in quelli privi di impianti di autoclave, un netto calo di pressione azzera l’erogazione ai rubinetti, rendendo il servizio del tutto inutilizzabile;
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I buchi nella comunicazione: l’affidamento degli avvisi ai soli canali digitali (Facebook e Messenger) ha escluso anziani, fragili e utenze commerciali prive di social network;
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L’obbligo dei dati reali: la richiesta di costringere il gestore a esibire i grafici di pressione oraria registrati nei singoli nodi di misura della rete cittadina.
Nonostante il tentativo di ridimensionare le responsabilità contrattuali, il documento inviato dall’azienda rivela due criticità strutturali profonde che confermano le storiche denunce dei movimenti civici.
I dati tecnici emersi dal carteggio ufficiale sulla crisi idrica a Siracusa:
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Il collasso della rete: l’azienda riconosce ufficialmente la vetustà delle condotte e certifica perdite idriche spaventose, pari all’ordine del 67% del totale immesso;
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L’anomalia Teracati: confermate le fragilità croniche del sistema di collegamento tra il serbatoio di Teracati, la Borgata e l’isolotto di Ortigia, con tempi di ripristino post-guasto che oscillano tra le 24 e le 48 ore;
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L’impatto del turismo: il gestore ammette che l’esplosione di strutture ricettive, hotel e ristoranti ha generato un aumento massiccio della domanda idrica, mai compensato da un adeguamento delle tubature.
La polemica si sposta inevitabilmente sul terreno della programmazione politica degli enti locali. Il movimento richiama le recenti denunce parlamentari sui finanziamenti nazionali sfumati, chiedendo chiarezza sulle responsabilità amministrative che hanno portato all’esclusione della provincia dai bandi miliardari destinati al Mezzogiorno.
«La transizione in corso tra SIAM e il nuovo gestore Aretusacque non può trasformarsi in una zona grigia in cui le responsabilità si disperdono e i residenti restano soli – dichiara il portavoce di Ortigia Cittadinanza Resistente, Davide Biondini –. Siracusa non può essere governata solo come un’immagine da cartolina da promuovere o come una destinazione turistica da vendere. È una città reale che va gestita ogni giorno nei suoi servizi essenziali, nelle sue reti e nei suoi bisogni primari».
Il Comitato ha chiesto formalmente ad ARERA di non archiviare il fascicolo e di disporre un’ispezione straordinaria per verificare la reale fruibilità del servizio idrico da parte delle utenze siracusane negli ultimi mesi di esercizio.








