Il consigliere Matteo Melfi denuncia la mancanza di una mappatura in Commissione: “Come si verifica il servizio se gli uffici non sanno dove sono le esche?”
Cresce la protesta nei quartieri per la grave situazione igienico-sanitaria in cui versa il capoluogo aretuseo. La massiccia presenza di topi e blatte segnalata nelle ultime settimane è finita al centro dei lavori della Terza Commissione Consiliare. A sollevare il caso è il consigliere comunale Matteo Melfi, che ha chiesto chiarimenti immediati agli uffici competenti sulle reali modalità di esecuzione dei servizi di disinfestazione e bonifica ambientale.
Nonostante il Settore competente abbia comunicato di aver già effettuato le operazioni in diverse zone della città, le criticità restano evidenti e si infittisce il mistero sulla gestione dei dispositivi di sicurezza.
Il nodo centrale dell’interrogazione riguarda la sicurezza dei trattamenti e la tracciabilità delle postazioni sul territorio. Melfi ha chiesto formalmente se la derattizzazione a Siracusa venga eseguita tramite esche libere o con contenitori protetti (bait station), obbligatori per legge per tutelare l’incolumità degli animali domestici e dei bambini.
Dalla seduta della Commissione sono emerse lacune burocratiche che hanno sollevato forti perplessità:
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Mancanza di dati immediati: Gli uffici comunali non dispongono della mappatura completa delle postazioni installate e dovranno richiederla al Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC) per ottenere una relazione tecnica;
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Assenza di numerazione: Non vi è alcuna certezza che i contenitori siano numerati, identificabili o registrati per consentire un monitoraggio costante;
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Carenza di cartellonistica: Per legge le stazioni tossiche devono essere segnalate da avvisi ben visibili che indichino il tipo di principio attivo utilizzato, requisiti che nella realtà cittadina risultano raramente visibili.
L’assenza di dati in possesso dell’assessorato all’Igiene Urbana ha spinto il consigliere di opposizione a mettere in dubbio l’efficacia stessa dei passaggi effettuati dalla ditta incaricata:
«A questo punto sorge una domanda inevitabile: come può l’ufficio igiene urbana verificare l’effettiva esecuzione del servizio se non dispone della mappa delle postazioni e non conosce le modalità con cui queste vengono monitorate? È una risposta che mi lascia perplesso. I cittadini hanno diritto a conoscere come vengono impiegate le risorse pubbliche e ad avere la certezza che gli interventi siano realmente efficaci e svolti nel pieno rispetto delle norme, e su questo la mia attenzione continuerà ad essere massima».
Melfi ha ricevuto l’impegno formale che la mappatura richiesta verrà prodotta e trasmessa nelle prossime ore. I documenti verranno analizzati al microscopio per verificare la capillarità degli interventi e accertare che non vi siano state approssimazioni su un tema delicato come la salute pubblica.








