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Il “No” vince al referendum costituzionale, le reazioni della politica

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La riforma voluta dal Governo Meloni è stata bocciata dalla maggioranza degli elettori, la vittoria del “No” commentata dalla politica

Referendum sulla Giustizia: la vittoria del NO. Il PD di Siracusa: “Scelta consapevole, decisivo il lavoro nei territori”

La vittoria del NO al referendum costituzionale sulla giustizia rappresenta un segnale chiaro da parte dei cittadini, che hanno scelto di respingere una proposta ritenuta non adeguata a rafforzare il sistema giudiziario e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Un risultato significativo, costruito anche attraverso un intenso lavoro di informazione e confronto sviluppato su tutto il territorio provinciale. La Federazione Provinciale del Partito Democratico di Siracusa, nelle settimane precedenti al voto, ha promosso numerose iniziative pubbliche, incontri e momenti di approfondimento, coinvolgendo rappresentanti istituzionali, magistrati ed esperti, con l’obiettivo di favorire una partecipazione consapevole.

«Questo risultato – dichiara Piergiorgio Gerratana, Segretario provinciale del PD – dimostra che quando si costruiscono occasioni vere di confronto e si parla nel merito dei temi, i cittadini rispondono con consapevolezza. In tutta la provincia abbiamo promosso incontri, momenti di discussione e ascolto che hanno contribuito a una scelta informata e responsabile».

In un contesto nazionale segnato da un ampio dibattito, il voto assume un valore che va oltre il merito dei singoli quesiti, confermando la centralità della Costituzione e la necessità di riforme equilibrate ed efficaci.

La Federazione Provinciale del Partito Democratico di Siracusa continuerà a promuovere iniziative di approfondimento e confronto sui temi della giustizia e più in generale sulle principali questioni che riguardano il futuro del Paese.

Il segretario PD Barbagallo. “Risultato schiacciante del No è avviso di sfratto a Schifani e centrodestra”

“Siamo di fronte ad un risultato schiacciante del NO, ben oltre qualunque previsione. In alcune realtà siciliane i voti per il No sono il doppio rispetto al Si e complessivamente il dato percentuale siciliano è in linea con quello nazionale. E’ il frutto di una grande mobilitazione che ci ha visto in prima linea, pancia terra, con oltre 100 appuntamenti in ogni angolo della Sicilia. Ma soprattutto questo è un avviso di sfratto a Renato Renato Schifani, al suo governo e al centrodestra. Sono stati travolti da scandali di ogni tipo, in particolare quelli giudiziari e speravano nell’impunità, stravolgendo la Costituzione per colpire la magistratura. Gli è andata male, anzi malissimo”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo.

Marco Mastriani e Fabio Granata: “Grande soddisfazione per la vittoria del NO.
In Sicilia si può costruire una alternativa”
Il Movimento Civico “OLTRE”, attraverso le parole di Marco Mastriani e Fabio Granata, “esprime grande soddisfazione per la vittoria del NO a una riforma Costituzionale che non risolveva ne affrontava alcun problema della Giustizia e che era finalizzata solo a un controllo della Magistratura da parte del Potere Politico.
Molti di noi provengono dalla tradizione e dalla storia politica della Destra legalitaria di Paolo Borsellino e non potevamo che dire NO, schierandoci come sempre in difesa della legalità repubblicana.
Ma vince il NO anche perché era inevitabile che diventasse un voto politico sull’operato di un Governo suddito, vile e complice delle guerre di USA e Israele, oltrechè pieno di incapaci e investito in pieno da una seria “questione morale”.
Dalla Città alla Regione, OLTRE contribuirà alla costruzione di una alternativa all’attuale deserto politico”
Paolo Romano, coordinatore cittadino FdI Siracusa

In qualità di Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Siracusa, desidero esprimere una riflessione chiara e responsabile sull’esito del referendum costituzionale.

Il popolo italiano ha parlato, esercitando uno dei diritti più alti e fondamentali della nostra democrazia. I cittadini si sono espressi su una riforma costituzionale di grande rilievo, storica, prevista nel programma di governo del centrodestra. Questo risultato, merita rispetto pieno e convinto.

La volontà popolare va sempre accettata senza esitazioni, perché rappresenta la base stessa delle istituzioni democratiche. Allo stesso tempo, non possiamo nascondere un certo rammarico per un esito che, per impegno e visione, era alla nostra portata.

Ciò non intacca però la determinazione e la serietà del nostro lavoro. Continueremo ad operare con impegno costante, responsabilità e spirito di servizio verso i cittadini, mantenendo fede ai valori che ci guidano e agli obiettivi che ci siamo posti.

Il nostro percorso prosegue con ancora maggiore consapevolezza, guardando alle prossime sfide con determinazione, pronti a raggiungere nuovi traguardi nell’interesse della comunità e del territorio.

REFERENDUM, ANTOCI (M5S): GRANDE VITTORIA DELLA LEGALITA’ ADESSO REINTRODURRE L’ABUSO D’UFFICIO

“La straripante vittoria del no al referendum sulla giustizia è un messaggio chiaro in difesa della legalità e della Costituzione italiana. Negli ultimi due mesi ho girato l’Italia in lungo e in largo, ho incontrato tanti cittadine e cittadini che insieme a me si sono impegnati per dire no a questa ingiusta riforma. Da questa esperienza viene fuori, in maniera nitida, che la parola speranza può albergare nei cuori di tutti. Questa è la più bella vittoria. Esprimo, inoltre, grande soddisfazione per l’esito del voto in Sicilia e Sardegna dove il no ha trionfato con un grande distacco in tutte le province a dimostrazione che la legalità è percepita dai siciliani e dai sardi come un valore assoluto. Adesso pronti ad approvare giovedì in seduta plenaria l’obbligatorietà dell’abuso d’ufficio previsto nella direttiva anticorruzione. Per funzionare al meglio la giustizia ha bisogno di questo provvedimento che rafforza la legalità”, così Giuseppe Antoci, europarlamentare, uno dei volti in prima linea nella campagna referendaria del Movimento 5 Stelle, in una nota.

“La vittoria del NO al referendum segna un passaggio di straordinaria rilevanza democratica per il Paese. Non è soltanto un risultato politico, ma una vera e propria affermazione collettiva di partecipazione, consapevolezza e difesa dei valori costituzionali”. È questa la dichiarazione di Franco Nardi, segretario generale della Cgil di Siracusa. 

“Il prevalere del NO, a cui la nostra provincia ha contribuito significatamene, rappresenta una grande impresa civile. In un tempo attraversato da profonde disuguaglianze e da un crescente distacco tra cittadini e istituzioni, il voto ha restituito centralità alla partecipazione popolare e alla volontà di difendere l’impianto democratico della Repubblica e dunque allontanare rischi di derive autocratiche” prosegue Nardi. “L’indipendenza dei poteri costituzionali è garanzia di libertà e democrazia nel nostro Paese, nel pieno rispetto di quanto voluto dai padri costituenti”. Parole che richiamano con forza il senso profondo di questo voto: la tutela dell’equilibrio tra i poteri dello Stato come presidio imprescindibile dei diritti. Il risultato referendario è frutto di una mobilitazione diffusa, che ha visto il mondo del lavoro, la nostra  organizzazione sindacale, le associazioni e tanti cittadini impegnati in un confronto aperto e capillare. La CGIL ha svolto un ruolo fondamentale, portando nelle assemblee, nei luoghi di lavoro e nelle piazze le ragioni del NO, legandole alla difesa della Costituzione e alla qualità della democrazia.Non si è trattato di una scelta conservativa, ma di una presa di posizione chiara: respingere modifiche percepite come un rischio per l’equilibrio istituzionale e per l’autonomia della magistratura e degli altri poteri dello Stato. In questo senso, il voto rappresenta una riaffermazione del modello costituzionale disegnato dai padri fondatori della Repubblica, fondato sulla separazione e sull’indipendenza dei poteri. La vittoria del NO, dunque, parla al presente ma guarda al futuro. È un richiamo alla responsabilità collettiva: difendere e attuare pienamente la Costituzione, rafforzare la partecipazione democratica e garantire che i diritti, a partire da quelli del lavoro, restino al centro dell’azione politica. La democrazia  – conclude Nardi – vive solo se è sostenuta da istituzioni autonome e da cittadini attivi e consapevoli così come i siracusani hanno dimostrato di essere. Questo referendum dimostra che il Paese ha ancora la forza di reagire e di scegliere, mettendo al primo posto la libertà, la giustizia e la dignità delle persone”.

Il parlamentare Luca Cannata: “Fatto ciò che ritenevamo giusto”
“Abbiamo fatto ciò che ritenevamo giusto, con serietà e responsabilità, portando avanti una riforma per modernizzare la giustizia. È stata una scelta di coerenza rispetto al programma elettorale con cui ci siamo presentati agli italiani nel 2022”. A dichiararlo è Luca Cannata, deputato nazionale di Fratelli d’Italia.
AVS Siracusa: “Un risultato importante e straordinario”
Il paese torna a difendere la Costituzione e assesta un duro colpo al governo Meloni. In Sicilia il risultato assume dimensioni importanti. A Siracusa e in diversi comuni della provincia il No supera la percentuale del 60%. Succede anche ad Avola, città del deputato Cannata, esponente di spicco di Fdi, il partito della Meloni. Evidentemente la vittoria del No ha assunto anche una significato politico. Alleanza Verdi e Sinistra esprime grande soddisfazione per la netta vittoria del No. E ringrazia quanti e quante si sono spesi nella mobilitazione messa in campo, i banchetti nelle piazze e per le vie, le tante iniziative in giro per la provincia”. Lo dichiarano Sebastiano Zappulla, segretario provinciale Sinistra Italiana-Avs, ei portavoce di Europa Verde-AVS Salvo La Delfa e Giovanna Megna.
Scerra (M5S): “Bocciata riforma pessima”

“Era una riforma pessima che avrebbe fatto danni enormi al Paese. E gli italiani lo hanno capito. Il risultato è chiaro e premia indubbiamente anche la grande campagna per il No che abbiamo condotto con impegno sui territori”. È il commento del parlamentare siracusano Filippo Scerra, Questore della Camera dei Deputati, all’esito della consultazione referendaria.

“Gli elettori hanno detto no a quel tentativo di riformare la Costituzione – prosegue – ma per molti è stata anche l’occasione per lanciare un messaggio politico chiaro, che suona come una bocciatura del governo guidato da Giorgia Meloni. Dopo quasi quattro anni, non c’è traccia di riforme strutturali capaci di incidere davvero sulla vita delle persone. Economia, produzione industriale e occupazione stabile continuano a non migliorare. È un bilancio che definire fallimentare non è eccessivo”.
Scerra sottolinea anche il dato dell’affluenza. “È un segnale importante. Quando si mettono in discussione principi costituzionali, per i quali generazioni di italiani hanno lottato, anche a costo della vita, il Paese risponde. C’è ancora una coscienza civile forte, che non accetta interventi superficiali o pericolosi sull’architettura democratica”.
Particolarmente significativo, secondo il parlamentare cinquestelle, è il dato territoriale. In Sicilia il No ha sfiorato il 61%, mentre in provincia di Siracusa ha superato il 62%. “Il risultato siciliano assume un valore politico preciso. E’ la dimostrazione che in queste aree emergono sempre più diffusi dubbi e critiche verso l’azione del centrodestra. Quando oltre sei elettori su dieci scelgono di respingere una riforma – conclude Scerra – non è mai un fatto marginale. È un segnale che la politica ha il dovere di leggere fino in fondo. Con questo No emerge forte la richiesta di maggiore serietà, ascolto e rispetto per i cittadini. Noi continuiamo a lavorare per la nostra Sicilia, consapevoli che i cittadini sono attenti e mi aspetto anche alle prossime elezioni, politiche e regionali, risultati esaltanti per il M5S e per il polo progressista, in Sicilia ed in provincia di Siracusa”.
Tiziano Spada (PD): “Risultato frutto di mobilitazione della società civile”
“I risultati del Referendum, e i numeri in Sicilia, confermano la volontà dei cittadini di salvaguardare la Costituzione dai tentativi maldestri del Governo Meloni di modificarla senza entrare effettivamente nel merito del quesito. I dati assumono un significato che va oltre la questione referendaria: la politica del centrodestra, anche nell’Isola, non gode più dell’appeal di un tempo e per questo il campo progressista ha il compito di compattarsi per decretare una nuova stagione politica”. Lo dichiara Tiziano Spada, parlamentare regionale del Partito Democratico e sindaco di Solarino”. L’on. Spada si sofferma anche sui numeri provincia di Siracusa, in cui il No ha registrato percentuali superiori in 19 comuni su 21, compreso il capoluogo. “Sul Referendum, i dati in provincia di Siracusa sono assolutamente confortanti. Anche nelle città in cui governa il centrodestra, il No si è imposto con percentuali quasi schiaccianti: da segnalare sicuramente il risultato di Floridia, che è il comune sopra i 15 mila abitanti con la percentuale più ampia di No, e quello di Solarino. Decisiva, ai fini dei numeri, è stata certamente la mobilitazione e l’attività della società civile, che è tornata protagonista organizzando momenti di confronto e di informazione, per permettere ai cittadini di avere un quadro chiaro e votare senza condizionamenti”.

Gilistro (M5S): “Vittoria del No in Sicilia è segnale politico chiaro”

“Grazie agli elettori della provincia di Siracusa che, con il loro voto, hanno contribuito a bocciare una riforma pessima e pericolosa. Un risultato tutt’altro che casuale, frutto anche dell’impegno costante degli attivisti sul territorio. Non ci siamo risparmiati nello spiegare ai cittadini tutte le storture ed i rischi contenuti in quel progetto”. Così il deputato regionale Carlo Gilistro, del Movimento 5 Stelle.
“Il voto contiene inoltre un messaggio politico netto. Non si tratta solo della bocciatura di una proposta sbagliata, ma anche di un giudizio sull’operato di un centrodestra che, dopo anni di governo ed in Sicilia soprattutto, non è stato in grado di dare risposte concrete su economia, lavoro e sviluppo”.
Gilistro evidenzia il dato della partecipazione. “L’affluenza dimostra che esiste un elettorato vigile, consapevole e pronto a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. Le proposte politiche concrete sono la chiave per riportare i cittadini alle urne. A questo elettorato che chiede serietà, risposte reali e impegni mantenuti, dobbiamo tornare a parlare per ricostruire quella fiducia indispensabile a vincere la disaffezione e rafforzare la partecipazione democratica. Questo referendum ci mostra una comunità che non vuole restare spettatrice, ma che chiede un cambiamento reale e un’alternativa credibile. Un’alternativa a cui il Movimento 5 Stelle sta lavorando con determinazione, insieme agli alleati, per costruire un progetto serio e concreto per la Sicilia e per il Paese”.

Micciché: “In Sicilia non tutti hanno sostenuto fino in fondo la battaglia di Berlusconi”

“Non posso nascondere la mia amarezza per la sconfitta del SÌ. Ancora più forte per avere assistito, qui in Sicilia, a un colpevole disinteresse del centrodestra. Amarezza ancora maggiore nei confronti di Forza Italia: i suoi dirigenti avrebbero avuto l’occasione di ringraziare Berlusconi per ciò che ha fatto per tutti noi e, invece, da molti è stato tradito proprio sulla battaglia della sua vita, quella per una giustizia giusta, che in Europa manca solo a noi e alla Grecia”. Lo afferma il deputato regionale di Grande Sicilia, on. Gianfranco Micciché.

“Se davvero ciò è accaduto per strafottenza o, peggio, per calcoli correntizi di qualche stupido, l’amarezza diventa dolore – prosegue l’ex presidente dell’Ars – ed è grave che chi guida Forza Italia non assuma subito le iniziative necessarie. Sì, servono calci nel sedere contro chi non merita di indossare la maglietta con il nome di Berlusconi. Non fare più parte del gruppo all’Ars non può bastare a farmi stare in silenzio, anche perché io a Berlusconi ho voluto e continuo a volere un bene infinito”.

“Posso accettare una vittoria del NO, ma ho troppa esperienza per non capire cosa è successo. Dove erano dirigenti, deputati, senatori, sindaci e assessori di centrodestra? Poche iniziative – conclude Micciché – nessuna vera mobilitazione, nessuna sala piena come accade di solito. Spero comunque che la riforma possa essere completata in futuro, da qualsiasi schieramento, senza che qualcuno gridi all’annullamento della Costituzione o ad altre sciocchezze simili”.

La vittoria del NO a Canicattini Bagni per il Sindaco Paolo Amenta un risultato di grande sensibilità e responsabilità dei canicattinesi

«La schiacciante vittoria del NO al Referendum registrata a Canicattini Bagni, così come anche in Sicilia e in tutta Italia, con un abbondante 64,53% che ha portato 1.637 elettori a fermare, con grande sensibilità e responsabilità, una riforma costituzionale sulla Giustizia del tutto fuorviante, è chiaramente un segnale importante per l’oggi ma soprattutto per il futuro»
Così il Sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, nel commentare il risultato del voto referendario a Canicattini Bagni dove si è registrato il 47,62% di affluenza alle urne (2.555 su 5.365) contro il 38,01% del Referendum Costituzionale del 2020 e il 26,15% dei Referendum Abrogativi del 2025, che ha portato gli elettori ad attribuire il 35,47% (900 voti) al SI e il 64.53% (1.637 voti) alle ragioni del NO.
«Una affermazione ed una risposta ferma quella di Canicattini Bagni – continua il Sindaco Paolo Amenta – alla quale ho contribuito facendo la mia parte da cittadino e da uomo delle Istituzioni che crede nel valore della nostra Costituzione, per la quale ringrazio tutti i canicattinesi che con il loro voto hanno con determinazione bocciato una proposta di riforma che non offriva risposte concrete ai problemi atavici di cui soffre la Giustizia in Italia. Inoltre, l’ottima partecipazione al voto, soprattutto dei giovani, è un segnale positivo di crescita della volontà di partecipazione dei cittadini alla vita politica, anche a livello locale. Un segnale che bisogna cogliere appieno».

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