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Siracusana ma cittadina del mondo, laurea in Tossicologia dell’Ambiente, Marika Cassone ha da sempre avuto l’arte nel suo destino ma è con la fotografia che ha trovato la sua dimensione ottimale.
È uno di quei pomeriggi miti e assolati di inizio gennaio, anomali ma indubbiamente piacevoli, che fa da cornice all’incontro con Marika Cassone, in un grazioso localino sul lungomare Alfeo, con davanti lo spettacolo del porto grande di Siracusa.
La nostra doveva essere un’intervista sulle attività e i premi internazionali ricevuti da Marika in questi anni, una delle tante personalità siracusane che ci danno lustro nel mondo senza avere il giusto riconoscimento in patria, ma finisce per essere un confronto a cuore aperto su tanti argomenti, in particolare legati al concetto di programmazione culturale in Sicilia e ovviamente a Siracusa.
Marika, parlaci un po’ dell’artista. Chi sei?
Sono siracusana e ho avuto la fortuna di crescere in un contesto nel quale l’arte e la fotografia sono stati sempre presenti nella mia vita. Ho cominciato con la pittura in realtà, ma presto sono stata rapita dalla pellicola, quella analogica, quella che ci faceva sperare e temere per ogni singolo scatto. E da lì è iniziato il mio percorso, completamente da autodidatta.
Un percorso che ti ha portato, nel tempo, a prenderti tante soddisfazioni personali…
Certamente sì, ho esposto ed espongo in musei e teatri antichi come il Louvre a Parigi, gli Uffizi a Firenze, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, le Sale del Bramante sempre a Roma, inoltre ho ritirato due premi internazionali, uno a Milano e un altro a Berlino. Nel mese di marzo del 2018 ho esposto alla Biennale delle Nazioni di Venezia vincendo il premio internazionale dei Dogi di Venezia e la foto è rimasta in permanenza in una galleria di Palermo. Successivamente ho ricevuto un altro premio internazionale dedicato a Van Gogh, mentre nel 2016 sono stata premiata come artista per UNICEF. Nel 2018 ho esposto al Teatro dal Verme di Milano e sono stata insignita del premio Internazionale Arte Milano.
I complimenti sono d’obbligo, ma l’evidenza, per chi legge, è che i riconoscimenti alla tua arte provengono sostanzialmente da fuori Sicilia se non dall’Europa…allora è proprio vero che “Nemo propheta in patria”?
Purtroppo nel mio caso è stato così, inutile girarci attorno. Ho provato, nel corso degli anni, a dare una scossa e a mettermi a disposizione della vita culturale della città, con umiltà e con spirito di sacrificio, ma i feedback ricevuti, se andava bene, erano tendenti più all’ignoro e al “lascia perdere”, perché per quel tipo di iniziative si doveva per forza passare da altre personalità che a Siracusa, chissà in virtù di quale concessione divina, erano sempre in prima fila per questo tipo di operazioni. Forse un pizzico d’invidia o qualche raccomandazione di troppo…
Anche se ormai è passato del tempo, vedo che l’amarezza non è diminuita…
Non si tratta di amarezza per me, che alla fine la mia strada l’ho fatta, ma penso ai tanti talenti che in questi anni si sono visti le opportunità sbarrate, proprio per questo approccio personalistico e da “padroncini” alla cultura, ad ogni livello. Eppure, basterebbe poco per dare una scossa, cominciando dalla propria città: penso a mostre estemporanee, collettive, presentazioni di libri, performance live, tutto coordinato con i locali e gli esercizi pubblici siracusani, in modo da creare un ambiente fertile e culturalmente stimolante.
Torniamo alla tua arte, che è forse è la cosa migliore di cui parlare. Come nasce solitamente un tuo scatto?
Dal caso e dall’ispirazione del momento. Con la mia amica e modella preferita, Marisa Viglietta, spesso ci immaginiamo e co-creiamo l’idea dello scatto e se il risultato ci soddisfa, poi lo pubblichiamo. Nei fatti tratto la fotografia digitale quasi come quella analogica, non amo scattare migliaia di foto per scegliere la migliore soltanto perché la tecnologia lo permette, anzi può capitare che al termine di un’uscita fotografica alla fine non abbia portato a casa nessuno scatto, proprio per mancanza degli stimoli giusti. Oggi siamo tutti “fotografi”, ma da certe tradizioni io fatico a distaccarmi…
Adesso cosa hai in ballo?
Per lavoro faccio sempre base a Siracusa, ma sono in attesa di partire per Bruxelles per ritirare il Premio Internazionale Artista dell’anno all’Espace Art Gallery, l’ultimo riconoscimento ottenuto in ordine di tempo, per il resto rimango fedele al mio motto ovvero, chi si ferma è perduto!
Grazie mille e ancora congratulazioni Marika!
Grazie a voi e buon lavoro![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]












