Meteo, mare caldissimo in Sicilia: si temono uragani “tropicali”

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Con acque marine ad oltre 26,5°C è più probabile la formazione di Tropical Like Cyclones, piccoli uragani anche sul Mar Mediterraneo, i Medicane

Il calore dell’acqua si trasformerà in energia per lo sviluppo di nubifragi o altri fenomeni violenti. La temperatura dei mari italiani che ha raggiunto punte di 29-30°C è una minaccia per lo sviluppo di uragani, una volta che il bel tempo finirà.

La temperatura dei mari italiani che ha raggiunto punte di 29-30°

C è una minaccia per lo sviluppo di uragani, una volta che il bel tempo finirà.

E’ l’allarme di Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, che paventa il pericolo di «temporali marittimi più forti appena arriverà una perturbazione. Il calore del mare, infatti – spiega – si trasformerà in energia per lo sviluppo di nubifragi e/o altri fenomeni violenti. Con acque marine ad oltre 26,5°C è più probabile la formazione di Tropical Like Cyclones, piccoli uragani anche sul Mar Mediterraneo».

ILMeteo.it parla di 5-6 gradi oltre la norma e ricorda che, secondo l’’Agenzia Europea dell’Ambiente, «stiamo assistendo ad un aumento della temperatura dei mari da più di un secolo. In particolare – precisa – il Mar Mediterraneo, solo negli ultimi 20 anni, ha fatto registrare un aumento medio di oltre 0,5°C, un valore molto alto a dispetto di quello che sembra». 

Nel mondo, ricorda iLMeteo.it, acque tropicali leggermente più calde delle nostre, oltre i 30°C e fino a 32-33°C, attualmente si registrano nel Mar Rosso, nel Golfo Persico, nel Golfo del Bengala e nel Mar Cinese Meridionale.

Secondo Tedici, Il calore del sole, l’assenza di perturbazioni o di temporali forti sul mare e l’assenza di venti freschi da Nord hanno bloccato il rimescolamento dell’acqua, non permettendo il raffreddamento superficiale del mare.

Recenti studi hanno evidenziato come i tornado nell’area mediterranea e in Italia in particolare non siano degli eventi così rari come si potrebbe pensare.
Un lavoro condotto dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac), pubblicato su Atmospheric Research, ha confermato l’esistenza di specifiche aree maggiormente interessate (o a rischio) da tornado di forte intensità: una di queste è rappresentata dalle regioni centrali che si affacciano sul Tirreno (il Lazio, in primis); altre zone particolarmente colpite in Italia sono le regioni sud-orientali (Puglia/Calabria) nonché la Pianura Padana, come messo in luce anche da precedenti lavori degli stessi autori.

In Italia i tornado sono sempre più frequenti?
“L’intensificazione di tali fenomeni, nel corso degli anni, è condizionata anche dal cambiamento climatico in atto, essendo confermato che esistono delle forzanti specifiche, come la temperatura superficiale del mare, con un ruolo importante nello sviluppo di tali eventi. Le regioni centrali tirreniche Italiane possono essere definite come un hot-spot per i tornado nell’area mediterranea. A tale riguardo, sono stati analizzati 32 anni di dati (1990-2021), isolando un numero considerevole di eventi tornadici ad elevata intensità (445 su tutta Italia). Le analisi statistiche sono state condotte analizzando sia misure (radiosondaggi) sia output da modelli a grande scala (re-analisi), al fine di individuare le condizioni atmosferiche dominanti associate ai tornado individuati. È stato quindi possibile definire delle specifiche configurazioni atmosferiche prevalenti, potenzialmente favorevoli al loro sviluppo nell’area in studio”.

 

 

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