Le tradizioni del sudest siciliano candidate al CIDAE. Valutazione in corso, esito atteso per il 2026
Le arti effimere patrimonio immateriale dell’umanità. Il riconoscimento Unesco, al momento, è un sogno. Ma Infiorata, Inverdurata e Insabbiata possono sperare, perchè qualcosa si muove. Alle iniziative di arti effimere del sudest, di Noto, Pachino e Portopalo, aderenti al Cidae, Coordenadora Internacional de Arte Efimero, cioè l’Associazione Internazionale di Arti Effimere, è stato notificato che saranno sottoposte ad un iter di valutazione da parte di operatori specializzati finalizzato a decidere se possono rientrare nel patrimonio immateriale Unesco. L’esito arriverà nel 2026.
«Nel frattempo – hanno dichiarato i componenti del direttivo dell’Inverdurata di Pachino – restiamo fieri dell’operato già svolto in collaborazione con il Cidae, e soprattutto felici di poter compiere un passo così importante per la nostra Associazione e per la promozione del territorio di Pachino. Nel 2004 mai avremmo potuto immaginare che l’Inverdurata di Pachino potesse diventare di così grande rilievo, ma molta strada è stata fatta dal primo pomodoro ciliegino posato a terra per far conoscere Pachino e il suo centro storico».
Intanto a Noto ieri è iniziato il festival delle arti effimere, che si chiuderà domani. Sarà realizzato l’opera dal titolo “Una chiave per ogni casa lordura, il diritto al ritorno”, porta con sé un messaggio potente e universale: un omaggio alla pace, con lo sguardo rivolto al popolo palestinese. La direzione artistica è di Valentina Mammana, la grafica di Fabio Finocchiaro, Rebecca Ripepe, Valentina Mammana. Partecipano le associazioni Infioratori “Matteo Raeli”, Portopalo Insabbia, Inverdurata di Pachino, Infiorata di Taurianova.









