Università Federico II, Stanford e Brock University insieme per esplorare i fondali del sud-est siciliano dal 29 giugno al 19 luglio
E’ partita il 29 giugno e si protrarrà fino al 19 luglio una campagna di ricerche archeologiche subacquee. La zona che sarà al centro delle ricerche è quella del litorale del sud est siciliano, prevalentemente dalla spiaggia Cicirata a Noto, sino a Calamosche, in piena riserva naturale di Vendicari, poi nelle acque antistanti Spinazza a Marzamemi, all’altezza del relitto “Marzamemi II”. Ed ancora attorno ai fondali dell’isola di Capo Passero e nella spiaggia antistante l’isola delle Correnti, a Punta delle formiche.
L’iniziativa, promossa dalla Soprintendenza del Mare di Palermo, vede la collaborazione di tre prestigiosi atenei: l’Università Federico II di Napoli, la Stanford University e la Brock University. Le attività degli atenei in questione non sono nuove nella punta meridionale dell’Isola: da un decennio si sta lavorando al recupero degli elementi della chiesa nel “Marzamemi II”, un sito in cui sono stati ritrovati elementi architettonici (colonne, basi, capitelli corinzi a grandi foglie d’acanto, pilastri e pilastrini, frammenti di balaustre) che, secondo gli studi effettuati, sono ascrivibili ad un imponente carico di materiali e arredi sacri che avrebbero dovuto servire alla costruzione di una chiesa e il periodo individuato è quello dell’Impero romano d’oriente (500 dc). Ma, a causa di una naufragio, per centinaia di anni, tutto è rimasto seppellito nei fondali del Mediterraneo.
La Capitaneria di Porto di Siracusa ha emanato un’ordinanza che regola le attività durante il periodo di ricerca, stabilendo misure di sicurezza per garantire il regolare svolgimento delle operazioni. Le indagini si svolgeranno quotidianamente dalle 8 alle 18, utilizzando un battello pneumatico della società El Cachalote Diving Center di Marzamemi come unità di appoggio per gli operatori subacquei.
Durante le operazioni, sarà vietato navigare, ancorare o sostare nelle zone delimitate, così come svolgere attività di pesca o qualsiasi altra attività marittima non autorizzata. Le imbarcazioni che dovessero transitare nelle vicinanze dovranno mantenere una distanza di sicurezza di almeno 200 metri dall’unità di ricerca e procedere a velocità ridotta.









