Il 47enne originario di Ispica sfida Turi Borgh per la guida del circolo democratico. Critica l’apparentamento con Gambuzza e promette rinnovamento dopo le spaccature interne
«È tempo di una guida libera, a disposizione del progressismo pachinese, e che deve rappresentare un’alternativa credibile a questa amministrazione comunale». Joseph Franzò, 47 anni, sarà uno dei due candidati alla carica di segretario cittadino del circolo del Partito democratico. L’altro sarà Turi Borgh, militante storico democratico ex presidente del consiglio comunale.
A chi lo considera “nuovo” o “forestiero”, Franzò, originario di Ispica ma da 10 anni vive a Pachino, ha voluto rispondere raccontando la sua lunga militanza politica.
«In questi anni al servizio del PD a Pachino – ha detto Franzò – ho ascoltato e osservato tanto. Ho studiato il territorio, le persone, le situazioni e mi sono reso conto di quanti problemi e di quante enormi potenzialità abbiano il partito e l’area progressista, e Pachino stessa, anche grazie all’esperienza della Lista Pachino Democratica, in cui ero candidato e il cui spirito e istanze voglio portare nel dibattito politico». Il circolo democratico pachinese è stato travolto, principalmente nell’ultimo anno, da spaccature e veleni, che hanno trovato il culmine durante la scorsa campagna elettorale.
«Troppo spesso – ha continuato Joseph Franzò – si è guardato alle diatribe ed alle frizioni accumulate nel tempo. Il partito è stato utilizzato da pochi per ambizioni personali, per ottenere ruoli istituzionali o di partito senza averne diritto, o per cercare di strappare candidature forzate ad alti e complessi scranni, con candidature premature, poco lungimiranti, che hanno solo fatto il male dell’area progressista e di Pachino con la vittoria dei Gennuso». Il riferimento all’apparentamento dell’ex capogruppo democratico, Emiliano Ricupero, con la coalizione che ha consentito l’elezione del sindaco Giuseppe Gambuzza, è chiara.
Franzò ha scelto di mettersi in discussione, lanciando la propria candidatura e basandola su pochi e chiari presupposti. «Una guida libera (dalle vicende passate ndr) – ha proseguito – a disposizione del progressismo pachinese, di tutti coloro che vogliono trovare uno spazio nel partito. Il Pd deve essere credibile e rappresentare un’alternativa credibile a questa pantomimica amministrazione comunale. Un’amministrazione che abusa degli affidamenti diretti, a ditte amiche, che se ne infischia del territorio e del suo decoro».







