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Pachino, Il congresso del PD, Turi Borgh: “Non sono il candidato di Ricupero”

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Spaccatura nel Partito Democratico pachinese verso il congresso del 31 maggio: tre anime si contendono la leadership

«Mi candido, ma non sono con Emiliano Ricupero». A dichiararlo è stato Turi Borgh, esponente del Partito democratico, che conferma la propria volontà di candidarsi alla carica di segretario cittadino, durante il congresso che si svolgerà il 31 maggio. Ma Borgh prende le distanze dal gruppo di Emiliano Ricupero. La reazione dell’ex presidente del consiglio comunale è relativa alle prime indiscrezioni sul congresso cittadino del Pd, che lo vedono candidato assieme a Joseph Franzò. Il primo appoggiato dal gruppo dell’ex Emiliano Ricupero, espulso per due anni dal partito per avere sostenuto al ballottaggio Gambuzza, e il secondo dal consigliere Davide Fronterrè e dal segretario uscente, Giancarlo Barone.

«Definisco stravaganti e infondate le illazioni circa una candidatura all’ombra dell’area politica di riferimento di Spada o di Ricupero – ha dichiarato Borgh – La mia candidatura, nata inizialmente all’interno del gruppo che ha sostenuto Barbara Fronterrè a sindaco, a cui rinnovo la stima e il ringraziamento per la battaglia svolta insieme, e sono pronto a sostenerla nuovamente, è diventata, negli ultimi 3 mesi, una candidatura autonoma e diversa da progetti e mire di altri gruppi». Turi Borgh ha proseguito dicendo che non si riconosce più nel gruppo di Davide Fronterrè e Giancarlo Barone, a causa «di una forte autoreferenzialità di tale parte del PD – ha sottolineato – e su questo ritengo che il grosso del risultato elettorale della lista Pachino Democratica stia per rimanere senza rappresentanza vera, politica e di partito. Non posso pensare di essere un candidato del gruppo di Ricupero, o altri per lui, per ovvi motivi di coerenza politica. La mia candidatura non rientra in nessuna delle due anime e per questo poteva essere una candidatura che aspirava ad essere unitaria e di ricostruzione dell’unico partito politico in città, così forte e importante per Pachino, ma anche così delicato nel suo impianto organizzativo».

L’esponente democratico è pronto a puntare il dito contro tutto e contro tutti, accusando di lesa maestà. Inconsapevole, evidentemente, di cosa sia accaduto in sua assenza nel vertice cittadino del circolo svoltosi martedì sera. Le “stravaganti illazioni” a cui si riferisce l’ex presidente del consiglio, sono frutto di una ricostruzione giornalistica di quanto accaduto proprio durante l’incontro del Pd, fatta attraverso le testimonianze dei presenti. Borgh, essendo assente, sarà stato informato male su quanto emerso.

«Tutta l’area che fa riferimento a Emiliano Ricupero – ha confermato Vincenzo Fallisi, dirigente cittadino del Pd, presente all’incontro – ha espresso la volontà di sostenere in maniera compatta la candidatura di Borgh». Fallisi ha anche spiegato le motivazioni per cui il circolo non può esprimere una candidatura unitaria. «Gli esponenti del gruppo Ricupero – ha detto Ferlisi – hanno sostenuto e continuano a sostenere le posizioni della maggioranza guidata dal sindaco Gambuzza e dal deputato regionale Gennuso. Mi auguro che Borgh e Roberto Bruno non facciano accordi con chi ha sostenuto Gambuzza determinando la sconfitta di Barbara Fronterrè. Non vogliamo i loro voti, non siamo sulle loro posizioni».

Fallisi sosterrà la candidatura di Joseph Franzò alla segreteria del circolo. «Chi voterà Franzò – ha proseguito Fallisi – che appartiene al gruppo di maggioranza assoluta del partito, in città e in provincia, che fa riferimento al segretario provinciale, Piergiorgio Gerratana, potrà stare certo di rimanere fedele a quanto uscito dalle urne: l’opposizione a questa amministrazione. Dialogheremo con tutte le anime del partito a condizione di mantenere una linea alternativa alla maggioranza di Gambuzza e Gennuso».

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