Aggiornato al 11/07/2026 - 15:31
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Parco degli Iblei, Natura Sicula: “Ora l’istituzione, la stagione dei rinvii è finita”

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L’associazione di Fabio Morreale dopo la sentenza del TAR Catania: “Basta strumentalizzazioni, l’agricoltura e lo sviluppo non verranno bloccati”

“In merito alla prossima istituzione del Parco degli Iblei, ricordiamo agli oppositori che la fase delle osservazioni si è definitivamente conclusa”. A dichiararlo con fermezza è Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula, che interviene nel dibattito sulla nascita dell’area protetta per chiedere l’immediata applicazione della legge nazionale del 2007 (Legge n. 222/2007), rimasta disattesa per quasi vent’anni a causa di continui ostacoli burocratici e politici.

La svolta decisiva è arrivata lo scorso 9 giugno 2026, quando il TAR di Catania ha accolto il ricorso degli ambientalisti decretando, di fatto, la fine dei giochi. I giudici amministrativi hanno definito illegittimo il silenzio e l’inerzia della Regione Siciliana, imponendo la chiusura definitiva dell’iter entro 180 giorni e prevedendo la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempienza da parte di Palazzo d’Orleans.

Natura Sicula replica punto su punto alle preoccupazioni sollevate da alcune associazioni di categoria e dai Liberi Consorzi Comunali di Ragusa e Siracusa, definendo i recenti tavoli tecnici come iniziative tardive e prive di effetti pratici:

«Le paure alimentate dai detrattori sono prive di fondamento. L’agricoltura continuerà a essere esercitata regolarmente; gli allevamenti potranno persino includere razze alloctone, rinunciando semplicemente ai contributi specifici che il Parco riserva a chi favorisce la conservazione della biodiversità locale. Nessun territorio è mai stato danneggiato dalla nascita di un parco».

A supporto di questa tesi, Morreale cita gli esempi virtuosi già consolidati nell’isola:

«I Comuni limitrofi spesso ne comprendono il valore economico e d’immagine e chiedono di essere inclusi in un secondo momento, com’è già accaduto per il Parco dei Nebrodi con Raccuja, Troina e Acquedolci, e per le Madonie con Gangi, Alimena, Blufi, Bompietro e Lascari. In queste parti dell’entroterra siciliano, l’area protetta è un volano di sviluppo economico, un marchio per l’agroalimentare d’eccellenza e il turismo sostenibile».

In quasi due decenni la perimetrazione è stata ampiamente modificata, aggiornata e discussa da esponenti politici di ogni schieramento (destra, sinistra e centro). Per gli ambientalisti, lo spazio del dibattito si è legalmente esaurito con la pronuncia del tribunale.

«Tutto il resto sono solo forzature contro legge e strumentalizzazioni politiche per tutelare gli interessi di alcune categorie produttive in cambio del consenso elettorale, o per tutelare semplici posizioni di rendita. Il Parco degli Iblei non costituisce un problema, bensì lo strumento per conservare una bellezza irriproducibile, far crescere l’economia senza distruggere e aiutare le comunità montane a contrastare lo spopolamento».

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