Aggiornato al 03/06/2026 - 17:43
Siracusapress.it
Penultimi

Qualità della vita, Siracusa crolla in fondo alle classifiche. Il PD: “Dimenticati i residenti”

Siracusapress.it

condividi news

La consigliera dem Sara Zappulla analizza i dati impietosi del Sole 24 Ore: «Siracusa è diventata una città-vetrina: utile per chi arriva e riparte, sempre meno vivibile per chi rimane»

I nuovi dati emessi dal Sole 24 Ore nella sesta edizione degli indici generazionali sulla qualità della vita certificano il declino della provincia aretusea. Lo studio ha analizzato nel dettaglio 60 indicatori territoriali, suddivisi equamente per misurare i servizi, le opportunità di lavoro, la prossimità e le risposte concrete offerte a bambini, giovani e anziani.

I posizionamenti specifici vedono Siracusa collocarsi drammaticamente nelle retrovie nazionali:

  • L’infanzia: il territorio si posiziona al 95° posto per i servizi ai bambini;

  • Le nuove generazioni: la provincia scivola al 100° posto per le opportunità ai giovani;

  • La terza età: si registra un 74° posto per le risposte ai bisogni degli anziani;

  • Il bilancio totale: il dato complessivo è ancora più pesante, con Siracusa al 106° posto su 107 province, ovvero la penultima posizione in Italia.

Secondo l’analisi espressa dalla consigliera comunale del Partito Democratico di Siracusa, Sara Zappulla, questi numeri non rappresentano un semplice elenco di cifre, ma uno specchio fedele di una comunità che ha smesso di progettare il proprio futuro.

«Gli ultimi dati sulla qualità della vita ci restituiscono l’immagine di una città che da troppo tempo ha smesso di chiedersi cosa voglia diventare – attacca duramente la consigliera Sara Zappulla (PD) –. Siracusa non è più una città per chi lavora, per le donne, per i giovani, per gli anziani e per le famiglie. Può apparire splendida a chi la attraversa come turista per pochi giorni, ma è sempre meno capace di offrire una dimensione di vita dignitosa a chi vorrebbe restare, crescere e lavorare qui».

La denuncia della esponente dem evidenzia lo sfilacciamento del tessuto sociale: se a diciott’anni i ragazzi si annoiano e pianificano la fuga, a settant’anni gli anziani cercano solo un modo per sopravvivere a causa della totale assenza di un sistema di welfare locale strutturato e solidale.

Il cuore della critica politica si concentra sulla gestione amministrativa degli ultimi anni, accusata di aver privilegiato l’immagine esteriore a discapito dei servizi essenziali per i residenti. La cabina di regia del Comune avrebbe fallito nel tenere insieme settori vitali come la scuola, la mobilità, il commercio, la sicurezza urbana e lo sviluppo dei quartieri.

Al posto di una pianificazione strategica, si è preferito puntare sui grandi eventi e su cantieri spesso non sicuri. Nessuno mette in dubbio che il turismo sia una risorsa economica fondamentale per l’indotto, ma l’amministrazione non può pensare la città solo in funzione di chi la consuma in pochi giorni, ignorando le esigenze di chi ci vive tutto l’anno.

Nel frattempo, i quartieri periferici e le borgate rimangono in uno stato di profondo abbandono. Le periferie si isolano, gli assi commerciali storici si spengono, i negozi di vicinato chiudono e le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese. In un quadro così deficitario sul piano della qualità della vita, le continue candidature della città a “capitale del mare” o “della cultura” rischiano di ridursi a un mero canto delle sirene a cui la cittadinanza non crede più. Siracusa appare oggi, secondo le valutazioni di Sara Zappulla, come una nave senza bussola, lasciata allo sbaraglio da una politica che si è limitata ad amministrare l’esistente senza costruire un orizzonte reale per le nuove generazioni.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni