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Rifiuti in provincia, Giansiracusa a Gilistro: “Comunicato populista. L’emergenza dimenticata? Falso”

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Il presidente del Libero Consorzio di Siracusa replica alle denunce del deputato M5S sull’abbandono di rifiuti lungo le strade provinciali: “Sorprende chi punta il dito dimenticando che M5S ha contribuito a indebolire questi enti.”

SIRACUSA – È botta e risposta sul tema dei rifiuti lungo le strade della provincia di Siracusa. A intervenire è il presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, che replica duramente alle dichiarazioni dell’onorevole Carlo Gilistro, accusato di aver diffuso “un comunicato propagandistico e infarcito di populismo”.

Nel mirino del presidente, i toni allarmistici utilizzati da Gilistro per descrivere una presunta “emergenza dimenticata” legata alla presenza di rifiuti lungo la viabilità provinciale.

“Quella dei rifiuti è una questione seria – sottolinea Giansiracusa – ma definirla dimenticata è semplicemente falso”. Il Libero Consorzio rivendica infatti di aver già avviato monitoraggi su diverse aree del territorio e, insieme ai Comuni, interventi mirati che hanno portato alla rimozione di numerose situazioni di degrado.

Giansiracusa chiarisce anche il perimetro delle responsabilità: i Liberi Consorzi non hanno competenza diretta sulla raccolta dei rifiuti, ma sulla sicurezza e funzionalità delle strade. “Nonostante questo – evidenzia – non ci siamo sottratti: siamo intervenuti e continuiamo a collaborare”.

Il presidente richiama poi il peso degli anni di commissariamento delle ex Province: oltre tredici anni che, secondo Giansiracusa, hanno inciso profondamente sulla capacità operativa degli enti.

Da qui anche la critica politica: “Sorprende il tono di chi oggi punta il dito con facilità, dimenticando che proprio il Movimento 5 Stelle ha contribuito a indebolire questi enti”.

Nel dibattito, Giansiracusa introduce anche il tema della responsabilità collettiva. “Senza educazione ambientale e senso civico diffuso, nessun sistema potrà essere davvero efficace”. Il contrasto all’abbandono dei rifiuti, sottolinea, non può essere solo repressivo ma deve essere anche preventivo, coinvolgendo scuole, comunità e operatori locali.

La chiusura è un invito al confronto concreto: “Fare un elenco di problemi senza proporre soluzioni è narrazione sterile. I cittadini si aspettano atti concreti, non l’ennesima denuncia populista”.

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