Peggiora la già drammatica situazione relativa all’abitare in regime di convenzione sociale
“Ogni anno aumenta il numero di famiglie bisognose siracusane che partecipano ai bandi di assegnazione per poter ottenere una casa sociale, visto che il loro reddito non supera i 15mila euro” spiega Salvatore Zanghì, segretario provinciale del Sunia.
In questo terzo trimestre 2023 risulta che il numero di famiglie iscritte ai bandi di assegnazione di alloggi popolari abbia oltrepassato la soglia di 1.200 nuclei familiari.
“Per non parlare del dato che riguarda gli sfratti per morosità incolpevole (ovvero quando l’inquilino non paga non per cattiva volontà ma per reale impossibilità) che aumenta in maniera allarmante, come dimostrano le crescenti procedure di sfratto in tribunale”, prosegue Zanghì. “I quartieri dove il degrado, il disagio, i diversi fenomeni di illegalità la mancanza di servizi creano allarme sociale che non possono essere ignorati, così come non va ignorato il fenomeno che vede tanti alloggi popolari occupati abusivamente e non di rado gestiti nell’ambito di attività criminali togliendo, di fatto, il diritto all’assegnazione ai soggetti meno abbienti che da anni attendono l’assegnazione di una casa”.
E parte il sollecito al Comune e in particolare al sindaco Italia: “In vari incontri avuti, ha dato la massima disponibilità ma finora non si è visto nulla di concreto – conclude Zanghì – Neanche il protocollo d’intesa con la cooperativa Solco – incaricata di acquisire immobili a prezzi ragionevoli da destinare a locazioni convenzionate con il Comune – finora ha dato frutti visibili. Se l’Amministrazione municipale di Siracusa, ma anche il governo regionale, sono veramente intenzionati a contrastare tale degrado abitativo, lo dimostri impegnando i fondi previsti dal Pnrr, che prevedono il risanamento e la riqualificazione dei quartieri, altrimenti tutto resterà una inconcludente ed inutile operazione di facciata”.












