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Siracusa: Riqualificato il monumento dei caduti in mare: un’opera restituita alla città

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L’Associazione Nazionale Marinai d’Italia promuove il recupero di un luogo della memoria nascosto dal 1986, rimuovendo le siepi che lo celavano alla vista dei cittadini

Il monumento ai caduti in mare di Siracusa è stato riqualificato e consegnato alla città oggi pomeriggio, nell’ambito di una cerimonia che ha visto la partecipazione delle autorità locali e dei vertici nazionali dell’Associazione nazionale marinai d’Italia (Anni), promotrice dell’iniziativa.

«Stiamo inaugurando nuovamente un monumento che esiste dal 1986, ma che i siracusani non conoscevano a causa di una grande siepe che lo circondava completamente – ha spiegato Pasquale Aliffi, presidente della sezione siracusana dell’anni -. È un luogo quasi sacro dove sono scritti tutti i nomi dei siracusani caduti in guerra. Abbiamo fatto abbattere gran parte delle siepi proprio perché vogliamo che i cittadini, passando, possano finalmente vedere e comprendere il significato di questo luogo della memoria».

L’intervento di riqualificazione ha permesso di ripristinare la dignità di un luogo simbolico che racconta la storia marinara della città e il sacrificio di molti suoi figli. Alla cerimonia era presente anche l’ammiraglio Pierluigi Rosati, presidente nazionale dell’Anmi, che ha sottolineato l’importanza dell’opera: «Il restauro – ha spiegato Rosati – è venuto molto bene, è un bellissimo monumento, ma soprattutto è un monumento per la città, per la collettività. La memoria di un popolo significa avere un futuro e noi dobbiamo molto a questi ragazzi che hanno sacrificato la propria vita per noi. Abbiamo ereditato il compito di trasmettere questi ideali alle nuove generazioni. È un testamento che dobbiamo svolgere compiutamente».

Il vicesindaco di Siracusa, Edy Bandiera, ha descritto l’iniziativa come «un momento doveroso e certamente bello per la città. La nostra è una città dalle tradizioni marinare straordinarie, con il mondo della pesca, la marina e tutte le attività che si sono svolte in questo porto nella storia della città e che continuano a svolgersi. È doveroso creare uno spazio significativo proprio per rendere omaggio alla memoria di quanti sono usciti da casa per guadagnarsi un pezzo di pane e purtroppo non hanno fatto ritorno».

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