Il corpo può impiegare una settimana per adattarsi
Un’ora di sonno in più, ma non per tutti un risveglio più riposato. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3 le lancette dovranno essere spostate indietro alle 2. Un cambiamento che regala sessanta minuti sulla carta, ma che può scombussolare i ritmi quotidiani, soprattutto nei primi giorni.
Non è soltanto una questione di sveglia. Il passaggio al nuovo orario coinvolge il sonno, le abitudini alimentari, la gestione degli impegni e persino la routine degli animali domestici. E mentre le giornate si accorciano, arriva anche il bilancio dei mesi di ora legale: secondo Terna, oltre 90 milioni di euro risparmiati in Italia nel 2026 grazie al minor consumo di energia elettrica.
Il cambio d’ora può avere effetti sull’orologio biologico, il sistema che regola i ritmi circadiani in base all’alternanza tra luce e buio. A spiegarlo ad Adnkronos Salute è il pediatra Italo Farnetani, secondo cui per ritrovare il pieno equilibrio può essere necessaria almeno una settimana.
Per limitare gli effetti del cambiamento, l’esperto suggerisce di procedere gradualmente con gli orari del sonno. Chi era abituato ad addormentarsi alle 23 secondo l’ora legale può inizialmente coricarsi alle 22 con il nuovo orario, per poi posticipare il momento di andare a letto di circa dieci minuti al giorno, fino a riallinearsi alla nuova routine.
Nei primi giorni può capitare anche di svegliarsi spontaneamente prima del solito. Farnetani invita a sfruttare questo anticipo per dedicare più tempo alla prima colazione, spesso trascurata nonostante il suo ruolo nel fornire energia e sostenere le attività della giornata.







