Dopo l’incontro con Salvini, il Comitato trasportatori apre al governo. Chi presidia la A18 a Catania respinge l’intesa e non si muove
Il fronte dell’autotrasporto siciliano si divide. La protesta contro il caro gasolio, cominciata il 16 ottobre, si è spezzata in due dopo il vertice con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Da una parte c’è il Comitato trasportatori siciliani (CTS), che ieri pomeriggio ha revocato il fermo. Dall’altra ci sono i camionisti accampati ai caselli di San Gregorio, sull’autostrada A18, che giudicano insufficienti gli esiti del confronto e annunciano che andranno avanti a oltranza.
La scelta del CTS, spiegano dal Comitato, punta a far ripartire la catena logistica dell’isola, dove nei supermercati gli scaffali di freschi e latte cominciavano a svuotarsi, e a tenere aperto un canale con il governo. Lo stato di agitazione resta comunque in vigore fino alla soluzione di tutti i nodi ancora aperti.
Il passo indietro arriva dopo il tavolo alla Prefettura di Milano, a cui hanno partecipato Salvini e le sigle di categoria. A margine dell’incontro il viceministro Edoardo Rixi ha annunciato lo sblocco di circa un miliardo di euro per i contributi sul gasolio. Da oggi partono i primi 480 milioni, che serviranno a coprire le domande presentate entro il 30 agosto. Le risorse per le mensilità di settembre e ottobre arriveranno invece sotto forma di crediti d’imposta, utilizzabili nel 2027.
Per i camionisti di San Gregorio non è abbastanza. Nella notte il presidio è rimasto attivo e la tensione è salita. Il CTS ha lanciato un appello al prefetto e al questore di Catania, chiedendo un intervento delle forze dell’ordine al casello e nell’area portuale. Il Comitato denuncia di subire minacce e di non poter tornare al lavoro. Si tratta di accuse del CTS, per ora non verificate in modo indipendente.
Oggi pomeriggio all’interporto di Catania è prevista una riunione degli autotrasportatori dell’Aias, chiamati a decidere se proseguire il fermo. La protesta, intanto, non si ferma all’isola: in Calabria il referente di Fedralog ha annunciato che i blocchi continueranno fino al 27 ottobre, data entro cui Salvini dovrà indicare quali impegni intende assumere per il settore.







