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Siracusa, teatro comunale, denominazione bloccata da due anni, Cavallaro: “Ragioni politiche”

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Il consigliere denuncia lo stallo della proposta e rende pubblica la risposta del Direttore generale sull’esistenza di motivazioni politiche dietro il mancato passaggio in Consiglio

Dopo oltre due anni dalla sua approvazione in Commissione, la proposta sull’intitolazione del teatro comunale di Siracusa non è ancora arrivata in discussione al Consiglio comunale. A denunciarlo è il consigliere Paolo Cavallaro, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha reso pubblica una risposta ricevuta dal Direttore Generale del Comune in seguito a un suo ulteriore sollecito. Nella nota, il Direttore Generale ha dichiarato che “la mancata trattazione non ha problematiche organizzative ma di natura meramente politiche”.

Per Cavallaro quella frase cambia la natura della vicenda, che non può più essere considerata un semplice ritardo burocratico. Il consigliere ha deciso di informare non solo i colleghi del Consiglio comunale, come già fatto con una nota istituzionale, ma anche la cittadinanza, chiedendo che vengano chiarite le ragioni politiche che da oltre due anni impediscono l’esame di una proposta regolarmente approvata da una Commissione consiliare.

La vicenda risale all’ottobre del 2023, quando Cavallaro presentò un ordine del giorno con cui chiedeva alla II Commissione di occuparsi della denominazione del Teatro Comunale, prevedendo anche l’audizione dell’Assessore e del Dirigente competenti insieme alle realtà culturali del territorio. Da quell’iniziativa nacque un percorso articolato in più sedute. La Commissione ascoltò il Dirigente competente e l’allora Assessore comunale alla Cultura, Fabio Granata, raccogliendo indicazioni e proposte.

Il lavoro si concluse con l’elaborazione e l’approvazione di un testo che non stabiliva a priori il nome da attribuire al Teatro. La proposta prevedeva invece la costituzione di una commissione di esperti e rappresentanti delle istituzioni culturali locali, incaricata di individuare una rosa di personalità idonee, la cui scelta finale sarebbe stata affidata a una consultazione popolare. L’obiettivo dichiarato andava oltre la semplice attribuzione di un nome: si intendeva coinvolgere i cittadini e il mondo culturale in un percorso partecipativo legato a uno dei luoghi simbolo della città.

Da allora, però, l’iter è rimasto bloccato. Lo scorso 25 febbraio il Direttore Generale aveva già sollecitato i dirigenti competenti a procedere con l’istruttoria, richiamando il rispetto delle prerogative consiliari. Anche la Presidenza del Consiglio comunale aveva comunicato l’intenzione di sollecitare gli uffici. Da quel momento sono trascorsi altri sei mesi senza alcun avanzamento.

Cavallaro ha quindi scritto al Presidente del Consiglio comunale, inviando la nota per conoscenza anche al Sindaco, in qualità di Assessore alla Cultura, al Direttore Generale, al Segretario Generale, al Presidente della II Commissione e a tutti i consiglieri comunali. Nella lettera chiede un intervento a tutela delle prerogative dell’organo consiliare.

Secondo il consigliere, la questione ha ormai superato il merito stesso dell’intitolazione. Il Consiglio comunale, sottolinea, ha piena facoltà di approvare, modificare o respingere la proposta, secondo le normali dinamiche democratiche. Ciò che ritiene inaccettabile è che, per ragioni definite dallo stesso Direttore Generale “meramente politiche”, l’organo consiliare venga di fatto privato per oltre due anni della possibilità di discuterla e decidere.

Cavallaro chiede ora che venga fatta chiarezza su chi abbia bloccato il percorso, per quali motivazioni e sulla base di quale potere. Il consigliere ribadisce che non si tratta di una questione personale né limitata al solo Teatro Comunale, ma di un tema che riguarda il rispetto del Consiglio comunale, delle sue Commissioni e dei cittadini che quell’organo rappresenta.

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