Transazione ecologica: ok mozione maggioranza su petrolchimico

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Approvato testo di maggioranza con impegni”][vc_column_text]Ok dell’Aula della Camera alla mozione di maggioranza sull’impatto della transizione ecologica sul settore dell’industria pesante, con particolare riferimento al settore della raffinazione, petrolchimico e bioraffinazione.
In base al testo approvato, il governo risulta impegnato, tra l’altro: a dare piena attuazione all’importante norma volta a favorire gli investimenti nelle regioni del Meridione da parte
delle imprese operanti nel settore della raffinazione e bioraffinazione, al fine di perseguire gli obiettivi della transizione energetica e dello sviluppo sostenibile, estendendo dette previsioni anche ad altre aree territoriali interessate dalle medesime problematiche, attivando le opportune risorse gia’ individuate dalla citata norma; ad avviare le opportune iniziative, anche nell’ambito dell’Unione europea, per l’istituzione di un fondo per la decarbonizzazione, finalizzato a uno specifico sostegno per quei settori produttivi che, per le specifiche caratteristiche produttive, hanno oggettive evidenti difficolta’ ad abbattere le emissioni di anidride carbonica e a riconvertirsi, con conseguenze negative in termini economici e occupazionali, con particolare riguardo ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura, della pesca e dei settori maggiormente energivori”.

Il governo dovra’, quindi “prevedere che le risorse del fondo per la decarbonizzazione siano cumulabili con le risorse nazionali ed europee, volte a sostenere e agevolare le imprese
nella ristrutturazione produttiva e per la riconversione ai fini della transizione energetica; prevedere i necessari strumenti incentivanti volti a stimolare l’utilizzo di carburanti avanzati e innovativi ecologici ed a basso contenuto di carbonio nel trasporto pesante, marittimo e dell’aviazione, al fine di incrementare la relativa domanda e rendere economicamente vantaggiosa la riconversione del settore petrolchimico; garantire che la Presidenza del Consiglio dei ministri assuma il coordinamento dei Ministeri interessati, anche attraverso l’apertura di un tavolo permanente per l’individuazione delle piu’ efficaci iniziative normative e strategie degli interventi volti a sostenere, in particolare, quei comparti e settori produttivi maggiormente in difficolta’ nella progressiva decarbonizzazione in conseguenza delle loro caratteristiche produttive, quali il settore petrolchimico e della bioraffinazione”. Infine andranno avviate “tutte le iniziative nell’ambito dell’Unione europea, volte ad implementare le risorse del per sostenere i territori maggiormente colpiti dalla transizione verso la neutralita’ climatica, anche al fine di ricomprendere ulteriori territori italiani in aggiunta a quelli gia’ individuati dai piani territoriali per una transizione giusta”

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 La Camera, premesso che:

i cambiamenti climatici, anche quale causa e moltiplicatore di altri rischi ed emergenze ambientali e sociali, rappresentano una sfida decisiva e ineludibile per tutti i Paesi e per l’umanità. È peraltro ormai condivisa la necessità che, accanto agli ambiziosi ma necessari obiettivi di contrasto al global warming, si debbano inevitabilmente affiancare iniziative volte, comunque, a sostenere quei territori e quei comparti produttivi che più di altri hanno oggettive difficoltà alla riconversione e al loro drastico adattamento produttivo in questa fase di transizione verde;

proprio con questa consapevolezza, nell’ambito dello stesso Green Deal europeo, l’Unione europea si è attivata per fornire un sostegno finanziario e assistenza a favore dei soggetti più colpiti dal passaggio all’economia verde. Si tratta del cosiddetto «meccanismo per una transizione giusta» che contribuirà a mobilitare risorse per il periodo 2021-2027 nelle regioni più penalizzate;

a tal fine, è stato istituito un «Fondo per una transizione giusta» che dovrebbe aiutare i Paesi dell’Unione europea a far fronte all’impatto sociale ed economico della transizione verso la neutralità climatica. Il pacchetto di investimenti comprende 7,5 miliardi di euro dal quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e 10 miliardi di euro supplementari dallo strumento europeo per la ripresa;

la sostenibilità ambientale è ormai un’esigenza ineludibile da tutti riconosciuta, ma la sostenibilità ambientale deve essere perseguita parallelamente con la sostenibilità economica e occupazionale. È quindi necessario prevedere, sia in ambito nazionale che europeo, lo stanziamento di specifiche ulteriori risorse finanziarie volte a sostenere la transizione verde, in particolar modo per quei settori che hanno estrema difficoltà ad abbattere le emissioni di anidride carbonica, al fine di aiutarli nella realizzazione di progetti di decarbonizzazione e per cercare di contenere gli inevitabili elevati costi economici e sociali conseguenti al loro difficile adattamento alla transizione energetica. Senza questo supporto, molte imprese rischieranno di finire fuori mercato;

tra i numerosi settori produttivi fondamentali per l’economia del nostro Paese, che più difficilmente riescono ad adeguarsi alla transizione energetica, vi sono, per fare un solo esempio tra i tanti, i grandi impianti industriali e i poli per la raffinazione del petrolio presenti sul territorio nazionale. Nella sola Sicilia detti poli assorbono quasi il 46 per cento della capacità di raffinazione del Paese;

in questo ambito si ricorda che la legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021), all’articolo 1, comma 159, ha introdotto un’importante norma volta a favorire gli investimenti nelle regioni del Meridione da parte delle imprese operanti nel settore della raffinazione e bioraffinazione;

in dettaglio, il citato articolo 1, comma 159, ha previsto che: «Al fine di promuovere lo sviluppo industriale e occupazionale nelle regioni del Mezzogiorno attraverso il mantenimento e l’aumento dell’occupazione, il miglioramento della qualità degli investimenti e l’adeguamento delle attività ai cambiamenti economici e sociali, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dello sviluppo economico, assicurando il coinvolgimento delle imprese, degli enti locali e delle regioni interessati, attiva la procedura per la stipulazione di un accordo con il settore della raffinazione e della bioraffinazione, finalizzato alla promozione degli investimenti da parte delle imprese operanti in tale settore per la realizzazione di iniziative volte a perseguire gli obiettivi della transizione energetica e dello sviluppo sostenibile mediante l’utilizzo di quota parte delle risorse derivanti dal gettito delle accise e dell’imposta sul valore aggiunto»;

la suddetta importante disposizione di legge, a un anno dalla sua approvazione, è praticamente rimasta lettera morta;

in questa prima fase le energie da fonti rinnovabili non sono in grado di sopperire alle necessità di tutta una serie di industrie (raffinazione, cemento, acciaio, chimica e altro) e di mezzi di trasporto (aerei, navi, treni). Sono settori estremamente difficili da elettrificare e quindi da decarbonizzare. Ridurre il loro impatto climatico è però una priorità, se il mondo vorrà rispettare gli impegni di contenimento del riscaldamento globale, visto che emettono un’alta quantità di gas serra;

seppur insufficiente, ma che va comunque nella giusta direzione, si evidenzia che la legge di bilancio 2022 (legge n. 234 del 2021) prevede uno stanziamento di 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022 per sostenere le imprese, con particolare riguardo a quelle che operano in settori ad alta intensità energetica, per la realizzazione di investimenti per l’efficientamento energetico e per il riutilizzo per impieghi produttivi di materie prime e di materie riciclate,

impegna il Governo:

1) a dare piena attuazione a quanto previsto dal comma 159 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021), che ha introdotto un’importante norma volta a favorire gli investimenti nelle regioni del Meridione da parte delle imprese operanti nel settore della raffinazione e bioraffinazione, al fine di perseguire gli obiettivi della transizione energetica e dello sviluppo sostenibile, estendendo dette previsioni anche ad altre aree territoriali interessate dalle medesime problematiche, attivando le opportune risorse già individuate dalla citata norma;

2) ad avviare le opportune iniziative, anche nell’ambito dell’Unione europea, per l’istituzione di un fondo per la decarbonizzazione, finalizzato a uno specifico sostegno per quei settori produttivi che, per le specifiche caratteristiche produttive, hanno oggettive evidenti difficoltà ad abbattere le emissioni di anidride carbonica e a riconvertirsi, con conseguenze negative in termini economici e occupazionali, con particolare riguardo ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura, della pesca e dei settori maggiormente energivori;

3) ad adottare iniziative per prevedere che le risorse del suddetto fondo per la decarbonizzazione siano cumulabili con le risorse nazionali ed europee, volte a sostenere e agevolare le imprese nella ristrutturazione produttiva e per la riconversione ai fini della transizione energetica;

4) ad adottare iniziative presso le competenti sedi europee per supportare, anche economicamente e per un periodo temporalmente limitato, progetti di riconversione attualmente esclusi dalla possibilità di utilizzo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, al fine di consentire la riconversione del settore a partire dagli asset esistenti verso la produzione di carburanti avanzati e innovativi ecologici ed a basso contenuto di carbonio, che prevedano anche l’utilizzo di materie prime biologiche e di rifiuti non altrimenti recuperabili o riciclabili nel rispetto del principio Dnsh e del criterio Iluc salvaguardando, al contempo, i livelli occupazionali esistenti;

5) ad adottare iniziative per prevedere i necessari strumenti incentivanti volti a stimolare l’utilizzo di carburanti avanzati e innovativi ecologici ed a basso contenuto di carbonio nel trasporto pesante, marittimo e dell’aviazione, al fine di incrementare la relativa domanda e rendere economicamente vantaggiosa la riconversione del settore petrolchimico;

6) ad avviare un serio e costante confronto con il mondo imprenditoriale, le parti sociali e quei settori produttivi maggiormente colpiti dagli oneri della transizione verde, al fine di individuare le più opportune strategie e iniziative volte a sostenerle nel percorso di decarbonizzazione, favorendo altresì il cambiamento professionale e tecnologico attraverso la formazione, la riqualificazione e l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori;

7) a garantire che la Presidenza del Consiglio dei ministri assuma il coordinamento dei Ministeri interessati, anche attraverso l’apertura di un tavolo permanente per l’individuazione delle più efficaci iniziative normative e strategie degli interventi volti a sostenere, in particolare, quei comparti e settori produttivi maggiormente in difficoltà nella progressiva decarbonizzazione in conseguenza delle loro caratteristiche produttive, quali il settore petrolchimico e della bioraffinazione;

8) ad avviare tutte le iniziative nell’ambito dell’Unione europea, volte ad implementare le risorse del «Fondo per una transizione giusta» per sostenere i territori maggiormente colpiti dalla transizione verso la neutralità climatica, anche al fine di ricomprendere ulteriori territori italiani in aggiunta a quelli già individuati dai piani territoriali per una transizione giusta.

«Prestigiacomo, Fregolent, Galli, Ruffino, Federico, Pezzopane, Timbro, Foti, Maraia, Sut, Barelli, Braga, Buratti, D’Attis, Bagnasco, Brambilla, Calabria, Fitzgerald Nissoli, Labriola, Lorenzin, Mazzetti, MorassutMorgoni, Nevi, Pellicani, PittalisPolidori, Rotondi, Rotta, Saccani Jotti, Spena, Squeri, Maria Tripodi, Marrocco, Moretto, Gagliardi, Binelli, Lucchini, AndreuzzaPatassini, Benvenuto, FicaraScerra, Bucalo, Butti, Ferro, Rachele Silvestri, Varchi».

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