[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Elezioni, la nota di Roberto ALOSI”][vc_column_text]
Alosi: “La mediocrità programmatica dell’attuale rappresentanza politica appare disarmante”
La vastità dell’emergenza sociale, occupazionale e salariale che travolge il nostro territorio immerso in un contesto urbano di profondo degrado infrastrutturale materiale ed immateriale, caratterizzato da elevati indici di povertà assoluta e relativa, di povertà sanitaria, educativa e di servizi, di precarietà spinta ed incontrollata, rischia di essere letteralmente travolta dall’attuale aumento dei prezzi al consumo e dalla povertà energetica che colpisce inesorabilmente famiglie ed imprese. L’onda d’urto della protesta e della diseguaglianza, temo, continuerà a crescere e non consentirà a nessuno di poterla fare sua, tanto meno ai tanti ego autoreferenziali e smisurati che vedo in giro assai lontani dal sentire dei cittadini e che le urne si incaricheranno di ridimensionare. La penetrazione della crisi, già preesistente nel nostro territorio prima della pandemia, prima della guerra, prima del tracollo energetico, prima della caduta del governo, è talmente estesa e profonda dal rappresentare un fiume carsico che si ingrossa di giorno in giorno e più tarderanno le risposte più l’onda populista minerà dall’interno le istituzioni e la democrazia. Le distanze fra chi può farcela e chi resta indietro si allargano sempre più, e finanche i servizi essenziali universali, sanità e istruzione, si sottraggono pericolosamente alle fasce più deboli e fragili della nostra comunità. La protezione sociale alle fasce più esposte passa attraverso tre cardini: lavoro, salute, istruzione. Sul piano teoretico la risposta alle diseguaglianze è la giustizia economica e sociale, ma la difficoltà sta nel trasformare tale formula in provvedimenti concreti, capaci di portare beneficio e garantire protezione alle fasce più esposte. Ecco, una campagna elettorale di questo dovrebbe parlare! Dovrebbe assumere, cioè, come problemi prioritari e ineludibili il fatto che un quarto dei cittadini della nostra provincia vive in condizioni di povertà assoluta o relativa, che il numero di disoccupati, sottoccupati, inoccupati, inattivi, giovani e meno giovani è esorbitante, che l’aumento sconsiderato dei costi energetici sta soffocando famiglie e imprese, che i Comuni non sono più in grado di garantire servizi essenziali nemmeno ai livelli minimi, che un terzo dei lavoratori guadagna meno di mille euro al mese, che un quinto lavora in condizioni di assoluta precarietà, che metà dei pensionati riceve misere pensioni e che l’emergenza ambientale e il tema della transizione industriale vanno affrontati senza ulteriori tentennamenti e ritardi. E per quanto riguarda la CGIL, su ognuno di questi temi, ci mobiliteremo e non faremo sconti a nessuno. La mediocrità programmatica dell’attuale rappresentanza politica appare disarmante. Nessun impegno sui temi del sociale, del lavoro ( quando va bene girano le solite solfe altrimenti è un tema inesistente), sull’ambiente non si va oltre ai titoli ridondanti ( peccato che il disastro climatico segua un altro orologio meno disposto a perdere tempo), della secessione dei ricchi (anzi no il centro destra l’ha messa nel programma). E non basta una spruzzatina di sinistra in un agire che giustifica armi, diseguaglianze, privatizzazioni e liberismo spinto.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]







