Una flotta navale, organizzata da Thousand Madleens to Gaza e dalla Freedom Flotilla Coalition, partirà oggi, con orario fissato alle 17:00, dal pittoresco porto di San Giovanni Li Cuti
La missione non è soltanto quella di portare aiuti, ma si configura come un audace atto di protesta contro il blocco imposto alla Striscia di Gaza.
Gli attivisti e i sostenitori che compongono l’equipaggio non nascondono il duplice obiettivo del viaggio: sfidare apertamente l’embargo marittimo, definito “illegale” dagli organizzatori, e richiamare l’attenzione globale su quella che considerano la complicità dei sistemi internazionali che permettono la prosecuzione dei crimini di guerra nell’area.
La ragione della mobilitazione: “Inerzia dei governi”
In una dichiarazione rilasciata prima della partenza, i promotori hanno sottolineato che la necessità di una mobilitazione dal basso è nata dalla palese inazione dei governi occidentali e delle istituzioni internazionali. “Siamo qui perché i nostri leader politici hanno fallito nel loro dovere di agire,” hanno spiegato. “La risposta della società civile è l’unico modo per spezzare il muro di silenzio e indifferenza che circonda la situazione a Gaza.” L’intento è quello di documentare la realtà sul campo e forzare una discussione sulla legalità e l’impatto umanitario del blocco.
Solidarietà continua sulla terraferma
L’iniziativa marittima è affiancata e sostenuta con fervore dalla rete locale “Catanesi solidali con il popolo palestinese”. Questo gruppo di attivisti sta intensificando le sue attività in città, organizzando sit-in e manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sul “massacro” in corso e per raccogliere fondi e supporto morale. La loro mobilitazione mira anche a sostenere concretamente la Global Sumud Flotilla, un’iniziativa più ampia con obiettivi analoghi.
La partenza di oggi da Catania non è solo l’inizio di un viaggio in mare, ma è vista come l’ennesimo tassello di una resistenza non violenta e civile che cerca di far sentire la propria voce in uno scenario geopolitico complesso e drammatico. L’auspicio è che il viaggio della flotta possa contribuire a riaccendere il dibattito e a spingere per un intervento più incisivo e risolutivo a favore della popolazione di Gaza, da anni in condizioni di grave emergenza umanitaria.










