Nel mirino i progetti sui termovalorizzatori e la legge anti-crack. Indaga la procura di Palermo. Silenzio da Palazzo d’Orléans, ma non mancano i messaggi di solidarietà
Una lettera con minacce di morte indirizzata a Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana, è stata recapitata direttamente nella sua abitazione a Palermo. A trovarla è stata la scorta del governatore alcune settimane fa, ma solo ora trapela la notizia.
Secondo quanto si apprende, nella missiva si farebbe riferimento ai due termovalorizzatori che la giunta regionale ha pianificato di costruire sull’Isola, con l’obiettivo di affrontare in maniera strutturale la gestione dei rifiuti in Sicilia. Un progetto che ha già sollevato tensioni e proteste in alcuni territori.
L’intimidazione scritta si collega a un altro episodio più recente: una telefonata anonima giunta a un’utenza di Palazzo d’Orléans, sede della presidenza della Regione, in cui con voce camuffata sono state rivolte nuove minacce, stavolta con un esplicito riferimento alla recente legge anti-crack, provvedimento fortemente voluto dal governo regionale per contrastare la diffusione delle droghe e il degrado urbano.
Entrambi gli episodi sono oggetto di indagine da parte della procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia. Dal Palazzo della Presidenza, intanto, non è arrivato alcun commento ufficiale.
Intanto, dal mondo politico iniziano ad arrivare i primi messaggi di solidarietà al presidente della Regione.
I primi messaggi di solidarietà
Fra i primi a intervenire Stefano Pellegrino, presidente dei deputati di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana:
“A nome personale e di tutto il gruppo parlamentare di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana, desidero esprimere la mia più ferma condanna per le gravissime minacce rivolte al Presidente della Regione Renato Schifani ed alla sua famiglia.
Auspichiamo che i vili autori di questo gesto siano identificati e ne rispondano in ogni sede opportuna.
Siamo certi che niente potrà influenzare le scelte del presidente Schifani, ma resta il fatto che nessun dissenso politico e nessuna divergenza di posizioni rispetto a scelte amministrative può giustificare atti di questa gravità, attacchi così violenti, che violano anche gli affetti personali.”
Anche Salvo Geraci, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale Siciliana, ha voluto far sentire la sua voce:
«Esprimo solidarietà e vicinanza al presidente della Regione Renato Schifani per le gravissime intimidazioni ricevute con una lettera minatoria e telefonate anonime. Il lavoro che sta facendo il Presidente per riscattare la Sicilia non verrà mai fermato dalle azioni vili e dalla criminalità mafiosa».
«Sui termovalorizzatori, così come sulla lotta al malaffare e allo spaccio della droga – aggiunge – c’è un impegno forte del governo regionale e della maggioranza che lo sostiene. Ogni giorno Schifani, grazie alla sua credibilità istituzionale, lavora per migliorare le condizioni sociali ed economiche della nostra regione, ed in questo percorso trova il nostro supporto convinto e autorevole. Davanti alle minacce di cui è stato oggetto, auspico che le indagini individuino matrice e responsabili».
Le parole di Marcello Caruso, segretario di Forza Italia in Sicilia
“Tutta la comunità di Forza Italia in Sicilia è vicina al presidente Renato Schifani, oggetto di gravissime minacce che non hanno risparmiato la sua famiglia.
La storia di Renato Schifani parla chiaro: non saranno certo comportamenti e atti vili come questo a condizionarne le scelte politiche e amministrative, che proseguiranno per il bene della Sicilia.
Noi saremo sempre al suo fianco nell’azione di contrasto ad ogni forma di criminalità e d’interessi che non siano quelli dei siciliani.
Auspichiamo che gli inquirenti identifichino presto gli autori di queste minacce e li portino a rispondere di fronte alla giustizia del proprio comportamento.”
Antony Barbagallo, Segretario regionale del PD
“Esprimo solidarietà al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per le minacce ricevute, così come riportato dagli organi di stampa”
Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano di Anci Sicilia
“Apprendiamo dalla stampa delle minaccie nei conferonti del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. Riteniamo che siano da rispedire al mittente e che siano inaccettabili. Esprimiamo la massima solidarietà al presidente che opera in un territorio ‘malato’ dal pounto di vista della morale politica. Di fronte ad uno scenario di problemi così vasto e di opere da realòizzare, è evidente che qualcuno vuolo mantenere lo status quo e il suo controllo del territorio”.
“Si può essere contrapposti nella soluzione di alcune problematiche ma questo atteggiamento non è più accettabile in Sicilia – ha proseguito Amenta – Anche in rappresentanza dei 391 comuni siciliani, senza se e senza ma, dichiariamo di schierarci dalla parte giusta, quella della Regione Siciliana. Questi atteggiamenti, che non servono per la soluzione dei problemi, portano solo a destabilizzare il territorio siciliano”. “La Sicilia oggi – ha concluso Amenta – ha bisogno di condivisione, strategie, programmazione e di spesa anche comunitaria. Questi atteggiamenti dobbiamo consegnarli al passato e ribadiamo, con forza, di essere schiarati al fianco del presidente Schifani”.






