Richiesta urgente di un consiglio interprovinciale per sollecitare il governo al finanziamento dei rimborsi Irpef e Ires attesi da 35 anni
Il Partito Comunista Italiano di Siracusa ha diffuso un comunicato indirizzato a istituzioni locali, regionali e nazionali, sollecitando l’avvio di un’azione collegiale per porre fine a una questione che riguarda migliaia di contribuenti delle province di Siracusa, Ragusa e Catania: il mancato rimborso Irpef e Ires relativo al sisma del 1990.
“Tutti i contribuenti delle Province di Siracusa, Ragusa e Catania hanno il diritto di ricevere il rimborso Irpef del sisma 1990”, si legge nella nota. Il PCI Siracusa, in particolare, chiede la convocazione urgente di un consiglio interprovinciale con il coinvolgimento dell’intera classe politica locale, dai livelli comunali a quelli nazionali, e del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, per sollecitare il governo al finanziamento delle somme dovute.
Nel comunicato si evidenzia come il ruolo dei Presidenti del Libero Consorzio di Siracusa, della Provincia di Ragusa e della Città Metropolitana di Catania sia fondamentale per coordinare l’azione politica. “Scriviamo a voi perché riteniamo importante il vostro ruolo di unione di tutti i comuni e di collegamento con la Regione e il Governo nazionale”, afferma il PCI Siracusa.
La richiesta si fonda su una serie di sentenze, anche della Corte di Cassazione, che avrebbero sancito il diritto al rimborso “anche a coloro che non hanno potuto presentare istanza di rimborso o che l’hanno presentata in ritardo”.
“Le nostre tre Province hanno subito una vera e propria ingiustizia fiscale che non può essere accettata e dimenticata”, continua il comunicato, puntando il dito contro quella che viene definita una “discriminazione ai danni dei contribuenti del Sud Italia”.
Secondo il PCI Siracusa, la questione rappresenta una delle ultime grandi ingiustizie fiscali ancora irrisolte nel Paese. A distanza di 35 anni dal terremoto del 1990, “i governi non possono continuare a discriminare i contribuenti delle nostre tre province”.








