Russello e Forcellini spiegano l’approccio progettuale tra conservazione e innovazione: “Preservare dall’oblio dando nuova vita”
L’identità è anche una questione di spazio, soprattutto se quello spazio fa parte della storia e si deve camminare sul quel sottilissimo filo del rasoio che separa conservazione del patrimonio e innovazione culturale. Gli architetti Viviana Russello e Domenico Forcellini, dello studio Forcellini + Russello Architetti, illustrano l’approccio progettuale che ha guidato la realizzazione di SiraMuse, il Museo multimediale delle storie di Siracusa, e la rifunzionalizzazione di altri siti significativi della città.
«Il concetto di rifunzionalizzazione – raccontano Russello e Forcellini – in sé è un importante passo verso la conservazione del patrimonio, perché in molti casi è il modo migliore di preservarli». La loro esperienza con siti complessi come Montevergini, Artemision e Fonte Aretusa ha evidenziato come molti beni culturali abbiano subito nel tempo modifiche strutturali che ne hanno mutato funzione e fruizione, spesso fino all’abbandono totale.
La collaborazione con Civita Sicilia, iniziata con la rifunzionalizzazione della Fonte Aretusa nel 2019, ha permesso di sviluppare un approccio specifico per questi contesti delicati. «Conservarli – hanno sottolineato gli architetti – significa preservarli dall’oblio ma intuire al tempo stesso le peculiarità e le potenzialità intrinseche così da dargli nuova vita».
L’intervento su SiraMuse ha comportato innovazioni significative: l’adeguamento della struttura di Montevergini in termini di servizi, l’uso del cortile interno e il nuovo allestimento hanno reso il bene culturale maggiormente accessibile. «L’obiettivo – continuano Russello e Forcellini – è fare in modo che i beni culturali siano sempre più qualcosa di tangibile e di godibile per tutti, tanto da delinearne ancora di più un senso di appartenenza nell’intera comunità».
La riqualificazione culturale di luoghi simbolo può fungere da volano per la rinascita del tessuto sociale ed economico urbano. «La sensibilità nell’ascoltare il luogo in cui si opera – hanno detto i due architetti – e nel capirne la vocazione non può che essere il cuore pulsante del processo di progettazione».
SiraMuse si distingue per il suo approccio contemporaneo al museo, configurandosi come parte integrante del tessuto urbano. Il percorso narrativo attraverso otto personaggi che hanno vissuto o operato a Siracusa offre una chiave di lettura trasversale di temi attuali. «Il racconto che viene fuori da ognuno di loro – spiegano – non è un mero resoconto di ciò che hanno fatto, ma è un approccio trasversale per affrontare temi particolarmente attuali».
Il progetto ha previsto la realizzazione di nuovi servizi e di una galleria di collegamento che permetterà l’uso della corte interna come spazio civico. L’obiettivo è creare un duplice legame tra città e museo, dove il cortile diventa espressione di eventi paralleli a quelli museali.
«L’auspicio – precisano – è quello di una mutua rigenerazione. Chi vuole visitare il museo scoprirà un posto incantato e chi parteciperà a un evento nel cortile potrebbe poi scoprire il museo ed innamorarsi di ciò che c’è dentro».
Una concezione che ribalta l’idea tradizionale del museo come contenitore isolato dal contesto sociale. «Far rivivere i luoghi – sottolineano – che non devono essere più delle teche distanti e avulse dal contesto sociale e storico, ma sono parte integrante della vita urbana della città».
Infine, c’è il ruolo – scomodo – dell’innovazione tecnologica (realtà aumentata, installazioni multimediali, sistemi digitali), che si fionda nella rifunzionalizzazione di siti storici e archeologici, con la protervia di renderli attrattivi per le nuove generazioni. Ma lo si può realmente fare, dal punto di vista di due architetti, senza compromettere l’autenticità dell’esperienza culturale?
«Significa rinnovare l’idea di museo – concludono Russello e Forcellini – e concepire le nuove tecnologie come alleate della “rigenerazione culturale”. La tecnologia diventa strumento di diffusione dell’offerta culturale e ci aiuta a vedere come la cultura va di pari passo ai tempi e alle esigenze di tutti noi, in particolare strizza l’occhio alle nuove generazioni, cercando di azzerare quel gap che potrebbe portarci a vedere i musei come realtà a sè stanti lontane dalla quotidianità».
Dunque, l’innovazione tecnologica è uno strumento che viene utilizzato per avvicinare tutti alla cultura in modo innovativo e stimolante. Nel caso di SiraMuse aiuta anche a superare l’abbattimento di barriere fisiche e cognitive.









