Noto, presentato il festival “Le Vie dei Tesori”

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Un appuntamento alla scoperta delle bellezze della città

È stato presentato oggi a Noto “Le vie dei tesori”, uno dei più grandi festival italiani dedicati alla scoperta del patrimonio delle città.

“Una grande occasione di riappropriazione dei luoghi da parte dei cittadini e una straordinaria opportunità per i turisti” ha dichiarato sul suo profilo social il sindaco Corrado Figura.

Oltre quattrocentocinquanta tesori visitabili con un sistema digitale e smart. Palazzi nobiliari, terrazze segrete, monasteri, chiese e cripte, giardini, musei scientifici: luoghi in gran parte di solito chiusi o non raccontati.

Per l’edizione 2023 a Noto ci saranno delle novità: la visita guidata per le vie barocche, a cura dell’associazione Guide Turistiche di Noto e l’esperienza gastronomica presso la Loggia del Mercato.

Inoltre, i tre weekend che presentano un programma – gioiello con le visite nei luoghi inaspettati, lontano dagli abituali percorsi turistici, saranno condotti dagli scout del Gruppo Agesci Noto.
Quattro saranno i luoghi da visitare: Convento dei Cappuccini, nelle Gallerie – cantine – sotterranee dell’Ex Cantina Sperimentale; il Museo “I Mecenati del Barocco” – lo spazio espositivo delle nobili famiglie che ricostruirono la Città, in via Garibaldi nella zona alta di Noto; il Piano Nobile di Palazzo Trigona di Canicarao – la residenza dei potenti marchesi con nove imponenti balconi e delle stanze del Palazzo Nicolaci, con accesso diretto dal cortile interno, normalmente non visitabili.

Le Vie dei Tesori è la sfida di un gruppo di giornalisti e operatori culturali di Palermo convinti che siano le persone a cambiare le città. E decisi a valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del Paese mettendo a rete le sue migliori risorse. Una scommessa dal basso partita nel 2006 a Palermo, che progressivamente si è estesa a tutta la Sicilia. Le Vie dei Tesori crede nelle infinite potenzialità di un Sud produttivo, operoso, creativo, affrancato dall’assistenzialismo. Crede nell’alleanza tra pubblico e privato. Crede nella necessità di fare rete.
Propone ai cittadini un’alleanza nel segno della cultura, della conoscenza, della riappropriazione degli spazi. E di contro, offre ai turisti la possibilità di visitare città aperte, raccontate, dense di nuove prospettive, di nuovi spunti di dialogo, di nuove forme di accoglienza. Un impegno civile, prima ancora che culturale.

“La chiave del Festival è quella di raccontare la cultura, l’arte e la storia a interlocutori di target culturale e sociale trasversale – conclude Figura – pur nel rigore scientifico dei contenuti, diffondendo “in strada” curiosità intellettuale e sete di conoscenza.”

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