L’ex consigliera contro l’Amministrazione Gianni: “Inaccettabile la sovrapposizione tra controllato e controllore”
Il decreto del presidente della Regione Siciliana con cui viene sciolto il Consiglio Comunale di Priolo Gargallo, sostituito da un commissario ad acta, apre una nuova fase nel governo della città. A restare in carica, infatti, sono solamente il sindaco Pippo Gianni e la sua Giunta, con l’assenza di un confronto democratico e del contraddittorio in aula che, per le opposizioni, rischia di ledere l’interesse della comunità. A sottolinearlo è l’ex consigliera comunale Patrizia Arangio: “Siamo di fronte a qualcosa che non può essere derubricato a semplice passaggio amministrativo: è, nei fatti, un assalto alla democrazia, uno sconvolgimento delle regole. Un potere irresponsabilmente accentrato, supportato da una falla normativa tutta siciliana, non può e non deve passare inosservato”.
Arangio chiede con forza l’intervento dei deputati nazionali siracusani: “Bisogna accendere i riflettori su quanto sta accadendo, vigilare e garantire che ogni scelta venga compiuta nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, legalità e rappresentanza democratica. Quanto accaduto rischia di diventare una strada che molti potrebbero percorrere per annientare il confronto e svuotare il controllo democratico. Non può, in uno Stato democratico, essere accettata la sovrapposizione tra controllato e controllore nella stessa figura. Il silenzio, in questo momento, sarebbe una responsabilità grave”.
L’ex consigliera punta poi il dito contro gli ex consiglieri di maggioranza, responsabili – a suo dire – dello scioglimento del civico consesso: “Oggi non si tratta di appartenenze politiche, ma di difendere le regole, le istituzioni e il diritto dei cittadini ad essere rappresentati. In questo contesto, gli otto consiglieri di maggioranza che hanno accettato questo scempio saranno ampiamente gratificati… ma di chi e di cosa? Della poltrona, delle indennità, altro che del bene del paese! E allora si facciano avanti i Signori Deputati e dicano chiaramente cosa intendono dire e fare sul caso Priolo. Priolo merita risposte, non silenzi. Non sono abituata ai silenzi”.










