Aggiornato al 18/01/2026 - 10:44
L’importanza della diagnosi precoce

Russamento e apnee notturne: l’allarme del chirurgo maxillo-facciale Massimo Marasco

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Il chirurgo Marasco: “Malattia cronica sottovalutata con rischi gravissimi. Saturazione ossigeno può scendere al 70%. Sintomi: stanchezza, irritabilità, colpi di sonno”

Siracusa – Russamento e apnee notturne «rappresentano due facce della stessa medaglia» e costituiscono un problema sanitario molto più serio e diffuso di quanto si pensi. A lanciare l’allarme è Massimo Marasco, chirurgo maxillo-facciale, figura di riferimento nel panorama medico italiano per la diagnosi e il trattamento delle principali patologie del distretto cranio-facciale, che in una dichiarazione rilasciata a Siracusapress.it ha approfondito cause, rischi e sintomi di una patologia spesso sottovalutata ma potenzialmente gravissima.

«Il russamento non è altro che una respirazione rumorosa – spiega Marasco – quindi molto spesso i pazienti vengono accompagnati dai propri partner perché non riescono a dormire nello stesso letto». Tuttavia, ciò che comunemente viene considerato solo un fastidio notturno può in realtà evolvere in qualcosa di ben più pericoloso. «Le apnee notturne molto spesso sono un’evoluzione del russamento o, altre volte, la vera e propria causa principale del problema».

siracusapress.it
Dr. Massimo Marasco
Chirurgo Maxillo-Facciale

Secondo il chirurgo maxillo-facciale, le apnee notturne sono a tutti gli effetti «una malattia infiammatoria cronica», causata dalle ripetute interruzioni della respirazione durante il sonno. «Per mesi o anni – sottolinea – i pazienti possono andare in apnea, cioè in una vera e propria interruzione del respiro».

Una condizione che interessa una fetta importante della popolazione e che comporta rischi sanitari rilevanti: «Alla lunga – avverte Marasco – i pericoli più importanti sono l’infarto, l’ictus, la morte cardiaca improvvisa, senza dimenticare i colpi di sonno durante la guida». Proprio per questo, alcune categorie come gli autotrasportatori risultano particolarmente esposte.

I segnali d’allarme non sono sempre evidenti. «I pazienti – spiega Marasco – possono lamentare soltanto una stanchezza cronica, difficoltà ad alzarsi la mattina, irritabilità o scarsa capacità di concentrazione». Sintomi che spesso vengono attribuiti allo stress o alla routine quotidiana, ma che invece «meritano un approfondimento diagnostico».

La diagnosi inizia con un’attenta valutazione clinica: «Si eseguono una serie di domande al paziente o a chi dorme con lui, per decifrare correttamente la clinica». A questo segue una visita specialistica e, nei casi necessari, esami più approfonditi come la fibroendoscopia, utile per valutare l’anatomia delle vie respiratorie superiori.

Alla base del russamento e delle apnee notturne ci sono spesso problemi di natura anatomica. «Il mancato passaggio dell’aria – chiarisce Marasco – è dovuto a ostacoli che incontra l’aria quando esce dai polmoni». Le vibrazioni delle strutture interne, come gola, palato molle o naso, provocano il russamento; nel tempo, l’infiammazione cronica può far gonfiare le mucose fino a ridurre o bloccare completamente il flusso d’aria.

Quando ciò accade, il paziente va incontro alla desaturazione di ossigeno. «È come se andasse sott’acqua – spiega il chirurgo – la saturazione, che normalmente è quasi al 100%, può scendere al 90, 80 o addirittura al 70%». Uno squilibrio che innesca «una serie di eventi estremamente sfavorevoli», tra cui processi infiammatori e ormonali che aumentano il rischio cardiovascolare, dall’ipertensione fino alle patologie più gravi.

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