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Bagno di folla

Noto, Patty Pravo: “Ho provato tutto”. La febbre della musica, il pubblico in visibilio

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Il concerto di Patty Pravo, inserito nella tournée “Ho provato tutto”, riproposizione dei suoi maggiori successi, intervallati dalle riletture dei brani di altri cantanti, è stato un viaggio ricognitivo di uno dei periodi d’oro della musica italiana

L’anima sonora di Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, ha cominciato a vibrare alle 21,30 in punto con “Ratatan” “La tua ombra sulla bocca che mi tocca, ma che sciocca, sì mi sciocca”, accompagnata dal coro del pubblico. “Ciaooo a tutti, che belli che siete! Conoscevate, dunque, questo pezzo, eh?” – ha esordito l’ex ragazza del “Piper” che, con la sua voce roca e sensuale, nonostante i 77 anni, mantiene inalterata la sua presenza scenica. La diva sperimentatrice, ribelle, ha poi intonato “Angelus” del cantautore, polistrumentista e paroliere Ivano Fossati e “Ragazzo triste”, il primo 45 giri di Patty Pravo datato 1966 di cui la platea conosceva il testo: “Siete magnifici – che se pò fa, che se pò fa – ha detto Patty Pravo, abbassando le frequenze della sua voce, divenuta debole, instabile, con le fluttuazioni tipiche del linguaggio infantile.

Il concerto è proseguito con “Il mio canto libero”, tributo a un altro gigante della musica italiana, Lucio Battisti, “che una volta, scorgendomi in aeroporto con una pelliccia, mi urlò a distanza “Nicoletta, quanto l’hai pagata?” e con l’omaggio commovente a Gabriella Ferri, “Sempre” “Anche tu così presente, Così solo nella mia mente. Tu che sempre mi amerai”.

La febbre musicale della divina del beat è salita poi con “La bambola” successo datato 1970 e con “Les ètrangers” 1998 – “quanti stranieri in questa città, son tutti uguali come ombre”.

L’autrice dal fascino androgino che ha voluto “Morire tra le viole” sotto il sole col vestito leggero – brano del 1973 – ha ricordato Paolo Conte con la canzone “Tripoli ‘69” “in casa io e lui, io non mi accorgo che fuori è inverno ormai” scritta per lei. “Sei bellissima” l’ha elogiata un’ala del pubblico, dopo aver intonato “Sentimento”, “Grazie – ha risposto Patty Pravo – lo riferirò alla mia amica Loredana”. La versatile artista – che nella sua lunga e fortunata carriera ha spaziato tra il pop, il beat, il rock psicodelico, con qualche tuffo nella chanson e nella musica d’autore – ha pescato poi, dal repertorio di Vasco Rossi “Un senso”. “Voglio trovare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha”. La divina sperimentatrice, insofferente alle convenzioni, con la sua aria di educata strafottenza ha regalato al pubblico altre perle del suo repertorio “Se perdo te”, “Pensiero stupendo”, “Tutt’al più”, “Cieli immensi”, “Pensiero stupendo”, “Pazza idea”, “E dimmi che non vuoi morire”. Il pubblico si è infiammato, gli applausi si sono susseguiti: “Grazie Patty, ci sei entrata nel sangue come una preghiera, ci sei entrata nel sangue come un’alba di sera”.

Foto di Franca Centaro

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