Aggiornato al 08/12/2020 - 11:43

La scomparsa di John Lennon

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John Lennon morì tra le braccia della moglie, ucciso da quattro colpi di pistola alla schiena, davanti al portone del lussuoso palazzo in cui risiedeva, a New York.

Ad ucciderlofu Mark David Chapman, che dopo aver sparato a Lennon non scappò subito, ma si mise a leggere “Il Giovane Holden”

La sera dell’8 dicembre, quando Lennon uscì di casa, Chapman era già lì ad aspettarlo, gli strinse la mano e si fece firmare un autografo proprio sulla copertina di ‘Double Fantasy’.

La scena fu anche immortalata dal fotografo Paul Goresh.

L’assassino attese Lennon sotto al palazzo per circa quattro ore. E alle 22.52, vedendo il musicista rientrare insieme alla moglie, gli sparò contro cinque colpi di pistola: quattro lo colpirono alla schiena e uno lo trapassò all’altezza dell’aorta. La situazione apparve talmente grave agli agenti che arrivarono sul luogo del delitto, da caricarlo sull’auto della polizia per non aspettare l’ambulanza. Lennon fu portato al vicino Roosevelt Hospital ma fu dichiarato morto alle 23.07. Chapman fu arrestato senza opporre resistenza. E si capì abbastanza presto, nonostante i complottisti, che il suo era stato il gesto di un folle.

Al fianco della seconda moglie, Yoko Ono, John si prodigò molto per la pace nel mondo. Con proteste pacifiche i due cercarono di contrastare la guerra in Vietnam e a condannare le azioni di guerra dell’epoca. John, oltre che musicista, era un attivista e criticosociale importante. In qualità di artista solista ha scritto svariati brani ispirati dalla sua missione, tra cui “Give Peace a Chance” e “Happy Xmas (War Is Over)“. Il brano più famoso di Lennon, considerato un inno della pace, è “Imagine“.

Il suo assassino risiede tutt’oggi in carcere, si è sempre proclamato colpevole e, ad oggi, dopo quarant’anni, inizia a mostrare pentimento e rimorso per le sue azioni.

 

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