[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Dal vostro commercialista Rubrica a cura dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Siracusa”][vc_column_text]L’adozione di meccanismi premiali di condotte virtuose attuate all’interno di società ed enti diventa sempre più importante anche come fattore di crescita. Le imprese si avvicinano alla compliance aziendale e all’ottenimento di elevati standard di legalità con maggiore sensibilità e consapevolezza. In tale contesto, i requisiti di ottenimento del Rating di Legalità sono divenuti maggiormente rispondenti alle indicazioni del legislatore attraverso l’ultimo aggiornamento del Regolamento attuativo emesso dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Diviene quindi cruciale conoscerne gli aspetti impliciti e capirne le interrelazioni con le discipline esistenti, in particolar modo con quella sulla responsabilità amministrativa degli enti introdotta dal D.Lgs. 231/2001. Con riferimento a quest’ultima, la maggiore interazione tra Modello 231 e Rating di Legalità può consentire una migliore valorizzazione dello strumento, in una prospettiva non più meramente limitata ai benefici previsti in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e delle banche, bensì estesa a premiare in modo più diffuso l’imprenditore che adotti efficaci strumenti di corporate governance e corretta gestione aziendale.
Il Rating di Legalità è un indicatore sintetico del rispetto di elevati standard di legalità, introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano ad opera dell’art. 5-ter del D.L. 1/2012 ed avente come intento l’introduzione e la promozione di principi di comportamento etico in ambito aziendale. Nel merito, il Rating prevede l’assegnazione di un titolo di riconoscimento, commisurato attraverso l’utilizzo di un sistema a “stellette”, indicative del livello di compliance a vari profili indicati all’interno del Regolamento di attuazione, in favore di imprese che ne abbiano fatto esplicita richiesta. Sotto il profilo applicativo, il Rating viene indirizzato, da una parte, alle imprese a cui viene attribuito tramite delibera dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) e, dall’altra, alle pubbliche amministrazioni – in sede di concessione di finanziamenti – come pure agli Istituti di credito, che – in sede di accesso al credito bancario – ne devono tener conto, come meglio specificato successivamente.
Possono richiedere l’attribuzione del Rating le imprese (sia in forma individuale che societaria) o gli enti che svolgono attività d’impresa:
- aventi sede operativa nel territorio nazionale;
- che abbiano realizzato un fatturato minimo di due milioni di euro, imputabile all’ultimo esercizio chiuso nell’anno che precede la richiesta di rilascio del Rating, riferito alla singola Impresa o al gruppo di appartenenza e risultante dal bilancio d’esercizio, regolarmente approvato dal competente organo aziendale e pubblicato ai sensi di Legge;
- che alla data della richiesta di Rating, risultino iscritti, da almeno due anni, nel registro delle imprese o nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (R.E.A.).
L’impresa e l’ente richiedente possono ottenere il punteggio base di una stelletta, qualora rispettino tutti i requisiti previsti all’art. 2, commi 2 e 3, del Regolamento attuativo in materia di Rating di Legalità. Il punteggio base sarà incrementato di un + (più) al ricorrere di ciascuna delle seguenti condizioni:
- a) adesione ai protocolli o alle intese di legalità finalizzati a prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale, sottoscritti dal Ministero dell’Interno o dalle Prefetture-UTG con associazioni imprenditoriali e di categoria;
- b) utilizzo di sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per somme di importi inferiori rispetto a quelli stabiliti dalla Legge;
- c) adozione di una funzione o struttura organizzativa, anche in outsourcing, che espleti il controllo di conformità delle attività aziendali alle disposizioni normative applicabili all’impresa o di un Modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001;
- d) adozione di processi organizzativi volti a garantire forme di Corporate Social Responsibility, anche attraverso l’adesione a programmi promossi da organizzazioni nazionali o internazionali e l’acquisizione di indici di sostenibilità;
- e) iscrizione in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa istituiti ai sensi delle vigenti disposizioni di legge (c.d. white list);
- f) adesione a Codici Etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria o previsione, nei contratti con i propri clienti, di clausole di mediazione, quando non obbligatorie per legge, per la risoluzione di controversie o adozione di protocolli tra associazioni di consumatori e associazioni di imprese per l’attuazione delle conciliazioni paritetiche;
- g) adozione di modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.
Il conseguimento di tre segni + (più) comporta l’attribuzione di una stelletta aggiuntiva, fino all’ottenimento di un punteggio totale massimo di tre stellette.
Ai fini dell’incremento del punteggio base, che non potrà in ogni caso superare il valore massimo precedentemente descritto, l’impresa o l’ente richiedente possono conseguire un segno + (più) qualora siano in grado di dimostrare di aver denunciato all’autorità giudiziaria o alle forze di polizia taluno dei reati previsti dal sotteso Regolamento, commessi a danno dell’imprenditore o dei propri familiari e collaboratori; l’attribuzione del segno + (più) nell’ambito di tale fattispecie è subordinata all’esercizio dell’azione penale in relazione ai fatti di reato denunciati.
Il Rating di Legalità ha durata di due anni dal rilascio ed è rinnovabile su richiesta, attraverso l’utilizzo della specifica piattaforma WebRating. Le imprese o gli enti che vogliono ottenere il Rating di Legalità non dovranno sostenere alcun costo diretto.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]







