L’associazione che rappresenta gli operatori del settore sostiene che i lavori fossero coperti dal decreto presidenziale del Cga di Palermo e chiedendo chiarimenti al questore Aldo Fusco
“Dissequestrate il lido Scialai, poichè si era espresso il Cga con la sospensiva”. L’Associazione Turistica Balneare Siciliana ha inviato una richiesta di chiarimenti al questore della provincia di Siracusa, Aldo Fusco, sull’intervento condotto dal Commissariato di Pachino nella notte del primo agosto sul lido Scialai, all’Isola delle Correnti, che ha portato al fermo dei lavori e al sequestro del manufatto in corso di realizzazione nell’area de territorio di Portopalo.
Nella nota, indirizzata anche all’Ufficio di Gabinetto della Questura, l’associazione ricostruisce la posizione della ditta Greco Costruzioni e Servizi, titolare dei lavori. Secondo quanto riportato, l’impresa risulta in possesso del decreto del 29 luglio con cui il Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo aveva accolto l’istanza della società richiamando l’esigenza della collettività, prima ancora che dell’appellante, di poter fruire in modo attrezzato della spiaggia durante la stagione estiva.
In base a questa impostazione, l’associazione sostiene che il provvedimento avrebbe conferito una copertura preventiva all’intervento di ripristino e realizzazione della struttura balneare. Sempre secondo la nota, la ditta avrebbe regolarmente notificato l’ordinanza e la comunicazione di inizio dei lavori a tutti gli enti competenti, tra cui il Tribunale di Siracusa – Sezione Penale, la Procura della Repubblica di Siracusa, il Dipartimento Ambiente di Siracusa e Ragusa e la Capitaneria di Porto di Siracusa, oltre a precisare che le attività si sarebbero svolte in orario serale e notturno per non interferire con la fruizione della spiaggia durante il giorno e per non arrecare disturbo alla quiete pubblica.
«Manifestiamo perplessità e contesta la legittimità e la proporzionalità dell’intervento di fermo e sequestro operato nella notte, considerato che la ditta stava eseguendo un provvedimento amministrativo emanato dalle competenti autorità e che tutte le notifiche agli enti interessati risultano effettuate», si legge nella nota firmata da Antonio Firullo, presidente dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana.
L’associazione chiede quindi alla Questura di fornire tempestiva comunicazione dei motivi che hanno reso necessario l’intervento del Commissariato di Pachino, di verificare la compatibilità del provvedimento di fermo e sequestro con il decreto presidenziale del Cga di Palermo, e di valutare, ove possibile, la revoca urgente della misura con l’immediata ripresa dei lavori, anche in via cautelare, per non compromettere la stagione balneare e gli investimenti già avviati.






