L’analisi di una parte importante della coalizione progressista.
“Dalle ultime elezioni amministrative di Siracusa è emerso un quadro politico chiaro. Ha perso il centro destra. È questo, a nostro avviso, un primo e incontrovertibile dato politico. Se la coalizione di Messina Ferdinando si fosse presentata unita alle elezioni avrebbe vinto al primo turno. Il centro destra ha perso perché ha puntato su un candidato sindaco divisivo, non sufficientemente unitario. Ha perso anche il centro sinistra. La presenza di 8 candidati aveva aperto il gioco politico e reso la coalizione progressista competitiva sul piano elettorale. Se le liste della coalizione avessero ottenuto un risultato migliore, e tra queste sicuramente quella del pd, del m5s e in proporzione minore anche di lealtà e condivisione progressisti verdi sinistra, probabilmente oggi staremmo parlando di un altro scenario politico. L’ottimo dato della Giunta aggiunge amarezza ad una sconfitta che rimane netta ma onorevole. A Siracusa ha vinto l’Amministrazione uscente.
Profittando delle divisioni del centro destra, dei ritardi del centro sinistra e cogliendo prima di altri l’opportunità dei vari opportunismi trasversali, l’Amministrazione Italia ha giocato una partita a viso aperto e dall’esito praticamente scontato. Alla fine vince col voto del 20% degli aventi diritto, più per demerito degli altri che per merito proprio. Un dato eloquente: gli opportunismi e le divisioni che c’erano in passato ci sono tuttora, sia nel centro destra sia nel centro sinistra.
Elementi che hanno determinato l’elezione di Italia oggi, così come ieri. Sull’oggi e su cosa fare in futuro registriamo dichiarazioni e auspici che merito una prima risposta. Relativamente al centro destra notiamo che le divisioni tra i partiti permangono, le lacerazioni a stento vengono celate, e che la dipartita di Berlusconi aggiunge un elemento di instabilità in un’area politica già in fibrillazione da mesi. Dal centro destra ci aspettiamo un’opposizione dura in consiglio comunale, e una lunga campagna elettorale fino alle europee e alle provinciali dell’anno prossimo con continui battibecchi. Anche il governo regionale naviga a vista, e non è detto che le fibrillazioni siracusane non giungano fino a Palermo.
L’Amministrazione Italia continuerà per il suo verso. Scelta dalla metà della metà degli elettori, supportata da occasionali trasformismi di maniera, nell’ottica di dividere gli altri per mantenere la quadra di una compagine politica raccogliticcia sul piano politico e lontana anni luce dalle premesse valoriale del campo progressista, governerà Siracusa esattamente come l’ha governata finora. Non ci aspettiamo nulla di nuovo. Il centro sinistra, dopo una fase di compattezza, rischia di dividersi. Il dibattito che si sta svolgendo dentro il pd ne è la spia. Dibattito, per dirla tutta, già in corso da mesi e che molto probabilmente continuerà in futuro. Secondo noi una coalizione che raggiunge il 20% dei consensi in un solo mese di campagna elettorale dovrebbe interrogarsi sulle cose che non hanno funzionato e non su come e quando rientrare in amministrazione. Vogliamo dirlo che è stato un errore politico individuare la candidatura unitaria a ridosso del voto? Vogliamo dirlo che è stato un errore politico l’aver anteposto la strategia elettorale al processo unitario e di cambiamento della città? Avremmo dovuto individuare la candidatura per tempo e puntare di più e meglio sul programma politico. Le questioni sociali, del lavoro, della malasanità, i grandi temi socioeconomici: il futuro della zona industriale, i fondi del Pnrr, la gestione misto/privata del servizio idrico, la raccolta dei rifiuti e le salatissime bollette che i siracusani continuano a pagare sono rimasti al fondo della campagna elettorale.
Quindi che fare?
Innanzitutto manteniamo la parola data ai nostri elettori: continuiamo a costruire l’alternativa al centro destra e all’Amministrazione uscente. Solo così il 20% può diventare maggioranza. Scegliere il meno peggio ha rappresentato l’inizio della fine del centro sinistra. Noi non intendiamo assumerci la responsabilità di continuare a sbagliare. Poi riprendiamo i contenuti del nostro programma e rilanciamo l’attività politica, preservando il valore dell’unità della coalizione, nella chiarezza delle posizioni, lontano da giochi di palazzo.”












