Sono due gli appuntamenti al Comprensivo “Archimede” di Siracusa per la XXXIX edizione della Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera e Avviso Pubblico
Nella giornata di martedì 26 marzo c.a. alle ore 11.00 i protagonisti sono stati gli studenti delle classi III sez. A ed E della Scuola Secondaria di I grado “portatori di memoria viva” i quali hanno illustrato un prodotto grafico-pittorico sulla storia di una donna vittima innocente delle mafie e del femminicidio che rappresenta un mezzo di restituzione dell’attività formativa proposta all’interno e all’esterno della scuola. Gli alunni delle classi coinvolte hanno incontrato nei locali dell’auditorium del plesso centrale la coordinatrice Provinciale di Libera Siracusa Avv. Rinauro Lauretta e il referente del Presidio “Mario Francese” di Libera Siracusa Dott. Giacomo Carpinteri.
Il secondo appuntamento è previsto per mercoledì 3 aprile c.a. alle ore 9.00 nel corso gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di 1° grado incontreranno presso il nostro Istituto con il Sig. Nino Melito Petrosino pronipote del famoso detective Joe Pretosino. Il poliziotto Joe guidato da un alto senso di giustizia e legalità è un pioniere nella lotta contro il crimine organizzato ed ideatore di tecniche di indagine ancora oggi utilizzate da parte delle forze dell’ordine ed è un esempio edificante per tutte le persone che costituiscono una società sana. Nell’ambito del progetto legalità il pronipote che gestisce la casa natale -museo di Padula paese natale del celebre detective farà conoscere meglio la figura e la vita avventurosa di Joe svelando anche alcuni particolari in merito all’agguato nei pressi del Giardino Garibaldi in Palermo. Se la testimonianza è un elemento a volte personale e intimo legato a chi ha vissuto più o meno da vicino determinati eventi l’essere portatori di alcune storie e dei loro significati attraverso la rielaborazione e la narrazione può e deve sempre di più essere una pratica collettiva per essere concretamente a fianco dei familiari e dei loro percorsi di giustizia per tenere vive le storie “orfane” di testimoni diretti e quindi a rischio di essere dimenticate e più in generale per arricchire la memoria collettiva e porre le basi affinché sia il prodotto duraturo di un racconto corale in continuo divenire.









